Study of two girls.....

Study of two girls.....
Francois Boucher

sabato 28 settembre 2013

Sei il penultimo amore della mia vita




You Are the Penultimate Love of My Life
  
    
    I want to spend a lot but not all of my years with you.
    We’ll talk about kids
                              but make plans to travel.
     I will remember your eyes
                              as green when they were gray.
     Our dogs will be named For Now and Mostly.
               Sex will be good but next door’s will sound better.
  
      Voglio passare molti ma non tutti i miei anni con te.
      Parleremo di bambini
                            ma faremo programmi di viaggio.
    Ricorderò i tuoi occhi
                            come fossero verdi anche se sono grigi.
    I nostri cani si chiameranno Per Ora e La Maggior Parte.
                Il sesso sarà buono ma quello della porta accanto sembrerà migliore.

     There will be small things.
     I will pick up your damp towel from the bed,
                                                            and then I won’t.
  I won’t be as hot as I was
                              when I wasn’t yours
     and your hairline now so
               untrustworthy.
      When we pull up alongside a cattle car
                              and hear the frightened lows,
                              I will silently judge you
                              for not immediately renouncing meat.
     You will bring me wine
                              and notice how much I drink.

     Ci saranno piccole  cose.
     Toglierò il tuo asciugamano umido dal letto,
                                                               e poi non lo farò.
     Non sarò calda come
                            quando non ero tua
     e la tua attaccatura ora è così
                            poco affidabile.       
    Quando ci fermeremo accanto ad un vagone bestiame
                                       e udremo  gli spaventati muggiti,
                                       silenziosamente ti giudicherò
                                       poiché non rinuncerai subito alla carne.
    Mi porterai del vino
                                       e noterai che bevo molto.


                                              The garden you plant and I plant
                              is tunneled through by voles,
                                                             the vowels
                                                             we speak aren’t vows,
               but there’s something
                              holding me here, for now,
               like your eyes, which I suppose
                                                             are brown, after all.

                                       Il giardino che tu curi ed io curo
                            è rovinato dai topi,
                                                        le vocali
                                        che pronunciamo non sono voti,

     ma c’è qualche cosa
     che mi trattiene qui, per ora,
     come i tuoi occhi, che suppongo
                                                    siano marroni, dopo tutto.


     Traduzione di Ipazia

Carlos Drummond de Andrade, NÃO QUERO SER O ÚLTIMO A COMER-TE, trad. Fernanda Toriello




Amor - come parola essenziale
dia inizio alla canzone e la sostanzi.
Amor guidi il mio verso e, nel guidarlo,
unisca anima e sesso, membro e vulva

                          Carlos Drummond de Andrade





NÃO QUERO SER O ÚLTIMO A COMER-TE


Não quero ser o último a comer-te.
Se em tempo não ousei, agora é tarde.
Nem sopra a flama antiga nem beber-te
aplacaria a sede que não arde

em minha boca seca de querer-te,
de desejar-te tanto e sem alarde,
fome que não sofria padecer-te
assim pasto de tantos, e eu covarde

a esperar que limpasses toda a gala
que por teu corpo e alma ainda resvala,
e chegasses, intata, renascida,

para travar comigo a luta extrema
que fizesse de toda a nossa vida
um chamejante, universal poema.




NON VOGLIO ESSERE L'ULTIMO A MANGIARTI


Non voglio essere l'ultimo a mangiarti.
Se allora non ho osato, adesso é tardi.
Non soffia più l'antica fiamma e berti
non placherebbe sete che non arde

nella mia bocca secca di volerti,
di desiderarti tanto e senza vanto,
fame che non riusciva a sopportarti
così pasto di tanti, ed io codardo

in attesa che pulissi tutto il seme
che su anima e corpo ancor di scorre,
ed arrivassi, intatta, rifiorita,

per ingaggiare con me la lotta estrema
che rendesse l'intera nostra vita
un fiammeggiante, universale poema.

Altre belle poesi erotiche di Drummond de Andrade in questo link http://www.sagarana.net/rivista/numero10/poesia1.html


giovedì 26 settembre 2013

JAMES WALDEEN, Love and its aphorims, traduzione A. Panciroli







Neanche un minuto di "non amore"  ( Mogol - Battisti)



Attonito mio sguardo
 -  silenzio perfetto
                       del tuo araldico amore
 inverno vanamente ci guarda
una in-col-ma-bi-le distanza e un raggio rosso§verde
del vecchio tubo al neon
della caffetteria  Caffè Sudan a Milano

- pollo arrosto e patatine, solo tremiladuecentocinquantalire -.

                                       

mercoledì 18 settembre 2013

KELVIN CORCORAN, From here according to Jenkyns. Trad. Alessandro Panciroli



From here according to Jenkyns


From here according to Jenkyns (*)
Sappho entered the western lyric;
I can see the coast of Asia minor,
low blue hills, an apron of light.
The water’s not wide, though I can’t
get o’er dark imperial Anatolia
where my language was made;
aconite, mallow, fennel at the root.


Da qui secondo Jenkyns
Saffo fece ingresso nella lirica occidentale;
riesco a vedere la costa dell'Asia minore,
basse colline blu, uno spiazzo di luce.
L'acqua non è lontana, anche se non posso
dimenticare la scura imperiale Anatolia
dove è nata la mia lingua,
aconito, malva, radici di finocchio.



_________________________________
(*) Probabile riferimento a 


sabato 14 settembre 2013

LAWRENCE FERLINGHETTI, The Changing Light


The Changing Light
  by Lawrence Ferlinghetti






The changing light
                 at San Francisco
       is none of your East Coast light
                none of your
                            pearly light of Paris
The light of San Francisco
                        is a sea light
                                       an island light
And the light of fog
                   blanketing the hills
          drifting in at night
                      through the Golden Gate
                                       to lie on the city at dawn
And then the halcyon late mornings
       after the fog burns off
            and the sun paints white houses
                                    with the sea light of Greece
                 with sharp clean shadows
                       making the town look like
                                it had just been painted

But the wind comes up at four o'clock

                                     sweeping the hills

And then the veil of light of early evening


And then another scrim

                  when the new night fog
                                        floats in
And in that vale of light
                      the city drifts
                                    anchorless upon the ocean

In questo link http://breeze-underworld.blogspot.it/2012/12/golden-gate-ottantanni-di-terrore.html,un curioso articolo sul Golden Gate ed un accenno di traduzione.



mercoledì 11 settembre 2013

SEPTEMBER 11





PHOTOGRAPH FROM SEPTEMBER 11

BY WISŁAWA SZYMBORSKA
They jumped from the burning floors—
one, two, a few more,
higher, lower.

The photograph halted them in life,
and now keeps them   
above the earth toward the earth.

Each is still complete,
with a particular face
and blood well hidden.

There's enough time
for hair to come loose,
for keys and coins
to fall from pockets.

They're still within the air's reach,
within the compass of places
that have just now opened.

I can do only two things for them—
describe this flight
and not add a last line.

Wisława Szymborska, "Photograph from September 11" from Monologue of a Dog. Copyright © 2005 by Wisława Szymborska. Reprinted with permission of Harcourt, Inc.

Source: Monologue of a Dog (Houghton Mifflin Harcourt, 2005)

Saltarono via dal fuoco—
uno, due, altri ancora,
dall'alto, da più in basso.

La foto li immobilizzò in vita,
ed ora li tiene fermi
sopra la terra verso la terra.

Ciascuno è ancora intero,
con un viso preciso
ed il sangue ben nascosto.

C'è tempo abbastanza
perchè i capelli si sciolgano
perchè le chiavi e le monete
cadano dalle tasche.

Essi sono ancora lì, alla ricerca d'aria,
dentro il cerchio di luoghi
che or ora si sono spalancati.

Io posso fare soltanto due cose per loro --
descrivere questo volo
e non aggiungere un solo verso.

Traduzione di Ipazia


KELVIN CORCORAN, After the final mountains we roll down to the sea








Dopo le ultime montagne ci precipitiamo verso il mare
sulla strada di Aeropoli appena a sud di Kalamata nella zona del Taigeto,
e questa sarà  la precisa poesia di quel viaggio,
la prima di una serie di cui sette canzoni nel viaggio saranno parte
come se la tua intera vita fosse arrivata sulla marea scintillante.

La strada volta in un certo modo e tu vedrai tutto,
lungo questa costa dove Dei e lattanti vengono lavati sulla riva
fuori dal cielo fra i portoni d'abbandonati villaggi,
potrai fermarti e comprare arance, miele, patate
dall'ultimo sopravvissuto di questi luoghi spopolati.

Tra i pascoli e gli oliveti il mito prende piede,
i sentieri tra le colline portano qui, se puoi arrampicarti pian piano;
il serpente  rinnova se stesso e uccelli polifonici cantano,
strofa dopo strofa nel mese più bello per viaggiare per mare,
il mondo si leva in una nota singola che si spezza sottoterra.

La strada volta in un certo modo - sbagliala e morirai;
i riti fanno alzare il popolo della terra, incomprensibili al limite,
e la voce dal pozzo chiede - cosa cercate?
la strada è tracciata da risposte chiare ed inutili,
come se nulla potesse trattenerci  dalla grande discesa.

là dove la terra ha fine il fratello di Elena ci cerca,
camminando a grandi passi sui contorni del mare, così narrano;
mentre candide onde esplodono contro i muraglioni del porto
una ragazza da Cythera si alza, dall'epicentro,
e ci lascia fradici e splendenti nel timore.