Study of two girls.....

Study of two girls.....
Francois Boucher

mercoledì 30 maggio 2012

ALONE



ALONE by Edgar Allan Poe  It’s fantastic, in form and meaning! Fantastica, nella forma e nel contenuto!

From childhood's hour I have not been 
As others were; I have not seen 
As others saw; I could not bring 
My passions from a common spring. 
From the same source I have not taken 
My sorrow; I could not awaken 
My heart to joy at the same tone; 
And all I loved, I loved alone. 
Then - in my childhood, in the dawn 
Of a most stormy life - was drawn 
From every depth of good and ill 
The mystery which binds me still: 
From the torrent, or the fountain, 
From the red cliff of the mountain, 
From the sun that round me rolled 
In its autumn tint of gold, 
From the lightning in the sky 
As it passed me flying by, 
From the thunder and the storm, 
And the cloud that took the form 
(When the rest of Heaven was blue) 
Of a demon in my view.

Fin dall’infanzia non ho creduto 
Come credean gli altri; non ho veduto
Come gli altri vedeano; trarre non potei
Da una comune primavera gli ardori miei.
Dalla stessa fonte non potei suscitare
Il mio dolore; io non potei svegliare
Il mio cuore alla gioia allo stesso modo;
E tutto ciò che amai, lo amai da solo.
Nella mia infanzia, nell’aurora
Di una vita tempestosa – fu tratto allora
Dal  più profondo male e bene
Il mister che  ancor mi tiene:
Dal torrente o dalla fonte,
Dalla rossa roccia del monte,
Dal sole che girò a me intorno
Nelle tinte d’oro dell’autunno,
Dal fulmine  nell’aria
Mentre su di me guizzava,
Dal turbine e dal tuono rombante,
Dai nembi che aveano il sembiante
(Quando il resto del Cosmo era blu)
Di un demonio a testa in giù.

Traduzione (impeccabile) di Ipazia


venerdì 25 maggio 2012

EUGENIO MONTALE, I LIMONI, traduzione di Alessandro Panciroli,





Grazie ad alcuni preziosi consigli di Adele Kenny,
ho potuto rivedere e perfezionare la traduzione de I Limoni di Eugenio Montale, eliminando in particolare le forme in "ing"


  The Lemon Tress    translated by Alessandro Pancirolli

Listen, laureate poets
Only move through trees
With not many used names: Boxus, Ligustrum or Acanthus.
I prefer country-roads that open onto the green
Edges where boys are clutching
in some sinking pools
Some very poor eels .
And the lanes following the edges
Sloping through the cane clumps
Leading into the orchards, among the trees of lemon grove.


La stessa traduzione riveduta e corretta da Adele Kenny


The Lemon Trees

Listen, laureate poets
Only move through trees
With not many used names:  Boxus, Ligustrum or Acanthus.
I prefer country-roads that open onto the green
Edges where boys clutch
in some sinking pools
Some very poor eels .
And the  lanes follow the edges that
Slope through the cane  clumps and
Lead into the orchards, among the trees of the lemon grove


Link utili :http://ottantanovenuvole ( Prolegomena ad una traduzione)
              http://ottantanovenuvole. Ancora sui Limoni di Montale
              http://ottantanovenuvole . Gasmann legge " Lo sai. Debbo riperderti






NANDO GAZZOLO legge, con la sua inconfondibile voce, I LIMONI

mercoledì 23 maggio 2012

Times of the Day in Xhosaland. Arrangiamento poetico e traduzione by Alessandro Pancirolli



   " in Xhosaland a whole day (a day and a night) is called usuku, consisting of imini
   (daytime) and ubusuku (night-time)."


Picture: EPA


ALBA IN UN VILLAGGIO XHOSA




Un giorno intero in lingua isiXhosa : ususku.
Imini , è dall' alba al calar del sole.
La notte invece la chiamiamo ubusuku


Iinkuku zokuqala , al primo canto del gallo , quasi tutti gli abitanti sono svegli
Iinkuku zesibini , al secondo canto del gallo, noi uomini lasciano il villaggio, la notte
 è ancora oscura...

Xa kumpondo zankomo, si fa giorno -
 riusciamo appena a vedere le corna delle  vacche nella stalle - e gli storni 
iniziano a  cantare   


"Ubusuk’oba kange silale; be sisela, be sisela; amehlo ebomvu nje; be sisele, kange silale"
 Non avevamo sonno stasera, abbiamo bevuto e bevuto, abbiamo gli occhi rossi dal sonno,
 lo vedete
 abbiamo bevuto e ancora bevuto. No!, Non abbiamo dormito mai!


 Ad est La Stella del Mattino, ikhwezi lokuqala, appare sopra l' orizzonte...
sorge l' aurora, Umsobomvu,  i polli  lasciano le stie...e i raggi del sole sfiorano le cime della collina , Ukuthi chapha kwelanga,  


kusasa, sorge il sole - emerge dalla nebbia, Ukuphuma kwelanga   
Xa ilanga lishiya iintaba  e lascia le montagne
ed ai suoi raggi  evapora la rugiada sulle piante Ukunyibilika kombethe,
Le mandrie salgono  al pascolo, Ukuphuma kweenkomo!
 Il sole.
 Alto nel cielo.                   Ukuphakama kwelanga


                                                              tratto da LANGSCAPE / Breaking the Language Barrier.













lunedì 21 maggio 2012

Willam Blake Revisited

Il post di Ipaz su William Blake ha raggiunto e superato le 1000 visualizzazioni!

Great Job!!!


William Blake
The Great Red Dragon and the Beast from the Sea
Pen and watercolour,
401 x 356 mm
c. 1805

Washington, DC, National Gallery of Art, Rosenwald Collection, 1943, Acc.No.1943.3.899



domenica 20 maggio 2012

I AM A TORNADO CHILD, BY KWAME DAWES

Una vibrante lettura del poeta  Kwame Dawes  


 I Am a Tornado Child / Sono un figlio del tornado":



For Rosalie Richardson
I am a tornado child
         
I come like a swirl of black and darken up your day;
         I whip it all into my womb, lift you and your things,
         carry you to where you've never been, and maybe,
         if I feel good, I might bring you back, all warm and scared,
         heart humming wild like a bird after early sudden flight.


Piombo su di te come un turbine nero e spaventoso
Ti trascino nel mio grembo, ti faccio volare in alto, in alto,
Ti porto dove  non sei mai stato, e forse, forse,
Se mi gira bene, ti riporto indietro, sudato e spaventato,
col cuore impazzito come un uccellino dopo il primo subitaneo volo.










Nota tecnica: andando sulla funzione watching on You Tube, cliccando il tasto rosso cc, potete attivare la sottotitolatura del testo ( una funzione sperimentale di Google che scrive automaticamente il testo) .
La trascrizione non è sempre giusta ( a volte scrive cose assurde, per esempio non riesce a capire " I am a tornado child" , direi meglio così)            .
Sotto invece trovate il video con un cartone animato ed i sottotitoli esatti.










sabato 19 maggio 2012

NICHOLAS MOORE, SPLEEN,SONG

(“Grün, grün... die Welt ist grün
Über über Die Jungfrau”)

Brown blotch grey veins
petal of iris
on my canopy:
cool beauty

Breast and throat.

Ion,
Boy King of gold

Blood, war,
the chorus
prancing like a fool

Death of the Race

0 Rome...
Corruption in green veins,
snake-coiling Lethe,
green

(green as the green of youth)
green as decay.

H.N.
(Helga Nevvadotoomuch)
c/o Lord Godmanchester (Gumster),
The John Peelcroft Hadmanchester Podgoets,
Night Slide Clubb,
P.O. Box iAA,
B.B.C. -wise,
W.I







 (“Grün, grün... die Welt ist grün
Über über Die Jungfrau”)

l marrone macchia le grigie vene
petalo d' iris
sul baldacchino del mio letto:
fresca bellezza

Seno e gola

Ion,
Re fanciullo d' oro

sangue, guerra,
il coro
saltella come un cretino

Morte della Razza

Oh Roma...
Corruzione nelle vene verdi,
serpentino Lethe
verde

( verde come il verde della  gioventù)
verde come la putrefazione

H.N.
(Helga Nevvadotoomuch)
c/o Lord Godmanchester (Gumster),
The John Peelcroft Hadmanchester Podgoets,
Night Slide Clubb,
P.O. Box iAA,
B.B.C. -wise,
W.I

venerdì 18 maggio 2012

NICHOLAS MOORE, SPLEEN , KING JUDA OF BIKINI, A LETHAL RIVER

 Continua la saga delle traduzioni di Spleen.
L' ultimo apporto dalla nostra co-blogger Ipazia




(Per Adrian Mitchell)

Sono come il Re di un atollo troppo affollato,
Ricco, ma privo di potere,  giovane, ma nella bufera;
Che diffida dei precetti, stanco a morte di Werner Braun;
Tutti i cani e le bestie morti; nulla rimasto da possedere.
Non mi diverto più con i grandi uccelli d’acciaio;
Né l’estinzione della mia tribù mi suggerisce parole.
Per quanto riguarda la clownesca, militare, cantilenante
Gloria del nostro ritorno, il mio cuore si torce.
Il talamo reale in cui dormivo è una tomba,
Le donne vane, poiché non hanno casa.
Il loro amorevole principe non può palpare i loro seni o cosce
Da questa impietrita isola di morte
Dove l’oro è stato fuso per forgiare aerei funerari,
Cose conficcate nella sabbia, arti rovinati, cervelli esasperati.
I bagni di sangue Romani non rattoppano tutto questo;
Se essi facessero sorridere i vecchi, sarebbero sorrisi di morte.
Lo stronzio non può riscaldare nulla tranne le erbacce;
Il mio sangue si stinge in verde con la cancrena nelle sue vene.


Nicholas Moore
89 Oakdene Road,
St. Mary Cray,
Kent,
BR5 2AL



giovedì 17 maggio 2012

Ma che c'entra la teina? But what's theine got to do with it?



Theine by Mary Kinzie


If compelled
to give it up
I would lift
as leaves do
loosened
from the tree
and feel the floating 
thread of my thought
blown out
beyond itself
               line loose
               on the water
wandering
cinder
sleepier
than air.


Teina


Se costretta
ad arrendermi
m'innalzerei
come le foglie
che l'albero
perde
e sentirei il fluttuante
filo dei miei pensieri
erompere
oltre se stesso
               vaga sagoma
               sull'acqua
errante
cenere
più pigra
dell'aria


Traduzione di Ipazia











martedì 15 maggio 2012

GALLICA


La punition du collier de bois / Fonte : Gallica


Certo che se confrontiamo il sito Web della  BIBLIOTECA CENTRALE NAZIONALE di ROMA con quello  della analoga istituzione  francese  GALLICA ,  immediatamente verremo presi  dallo sconforto più tetro ed irredimibile!
 Per carità di patria non mi inoltro nell’ esame delle abissali differenze tra i due siti. Solo due esempi:
sulle news del sito della BNC di Roma spicca il seguente culturale avviso (sic) :“Si richiama l'attenzione di tutti gli utenti sulla necessità di non lasciare oggetti incustoditi sulle postazioni di lettura o di altri spazi comuni.L'Amministrazione non può garantite la sorveglianza e non risponde di eventuali furti o smarrimenti.
 Provate poi a connettervi con la pagina in inglese  del medesimo sito ( sic, sic!): B.N.C. di Roma in English
Bien, passiamo a Gallica : tanto per dire, il sito è ovviamente in quattro lingue, francese, inglese, spagnolo, portoghese ( non per niente manca l’ italiano!), di immediata comprensione, di facile navigazione, ovviamente stiamo parlando di un sito che  comprende circa 90.000 opere, più di 80.000 immagini e decine di ore di registrazioni .
 La  home page  porta subito alla immediata utilizzazione, diremo “no frills”, vai e cerca (attenti a non perdersi).
La ricerca può avvenire su libri, manoscritti, mappe, immagini, giornali e riviste.
Un consiglio: per iniziare,  fatevi un giro su La selection gallique , tanto per sciogliersi i muscoli.

Bon Voyage.

lunedì 14 maggio 2012

BREAKFAST WITH THOM GUNN , BY Randall Mann, Trad. Alessandro Panciroli


 Semplici e addolorati questi versi di Randall Mann  in memoria del  poeta Thom Gunn
                  ________________________________________________________

 Nato a Londra nel 1929, cresciuto ed educato a Cambridge, Thom Gunn ha fatto parte della generazione di poeti e scrittori come Philip Larkin, il più noto esponente della 'poesia arrabbiata' del secondo dopoguerra britannico, dominata dal rifiuto del ritmo grandioso e dai versi secchi. Ma è con il suo trasferimento in California, che Gunn costruisce il suo stile poetico personale, sperimentando tutte le arditezze del verso libero. Il contenuto della sua poesia sarà condizionato profondamente dalle sue esperienze a San Francisco: povertà, Lsd e omosessualità. La sua produzione è stata coronata dalla conquista di numerosi premi, sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. E' diventato anche la voce lirica più importante della 'poesia gay', tanto che nel 1995 ha ricevuto il Lambda Literary Award for Gay Men's Poetry. ( tratto da Gay It Channel)



Il poeta anglo-americano Thom Gunn ( 1929 - 2004)




 Scegliemmo un alberghetto
Dove si poteva bere.
Beviamo. Lo sento raccontare
una storia o due: lui pensa

che quel tizio è disgustoso:
e poi ci  fu quella volta
che Milosz telefonò, oh per favore
Un altro gin con lime?

 Voglio  dire che una volta,
l’ho visto con un giubbotto di cuoio
appoggiato al bancone
dentro a un bar. No, al contrario,

camminava verso il Nord,
 io impazzisco per i suoi libri
donava  il suo cambiamento ad uomini
che avevano perso la propria casa ,
                             il proprio fascino;

proprio come piace a lui, mi hanno detto.
 Finito il nostro giorno insieme,
lo abbraccio nell’ aria fredda.
Poi, il treno è partito.
    _______________________________________________




 We choose a cheap hotel  by Randall Mann

Buddhist New Year Song, by Diane di Prima, trad. Carla Natali



E' giunta in redazione (  a casa mia!) una , ovviamente, diversa traduzione a cura di Carla Natali , titolare del blog  POESIE ed ALTRO, che volentieri pubblichiamo:







Ti vidi vestito in velluto verde, le ampie maniche
a sbuffo seduto di fronte al caminetto, la nostra casa
in qualche modo resa più graziosa, e dicesti
Ci sono stelle nei tuoi capelli”- ed era vero
le avevo portate con me

In questo posto tetro e squallido che dobbiamo fare dorato
rendere prezioso e mitico in qualche modo, è la nostra natura,
ed è vero, che noi giungemmo qui, te lo dissi,
da altri pianeti
dove eravamo dei, noi fummo mandati qui
per qualche ragione

la maschera d’oro che avevo visto prima, che calzava
così bene sul tuo viso, è scomparsa
così come quella statua di toro che avevi comprato
dalla gente, nomade, del nord, nel deserto del Gobi.

Non ho mai più visto quelle tende, né i carri
infinitamente lenti sull'infinitamente ventosa pianura,
così fredda, ogni stella nel cielo era di un diverso colore
ed il cielo stesso un tappeto aggrovigliato ed ardente
ma potevo anche vedere il pianeta da cui eravamo arrivati

Non potevo ricordare ( allora) quale fosse il nostro scopo
Però ricordavo il nome Mahakala, nell'alba

Nell ' alba di fronte a Shiva, la luce fredda
svelava i nostri mondi inventati, così semplicemente
li vedevo propagarsi, rifluendo,
o, più semplicemente , uno specchio ne rifletteva un altro.
una volta rotti gli specchi, tu non eri più visibile
e neppure lo scopo, fissavo questa nuova oscurità
i nostri mondi inventati svanirono, e la mente si spense.

Una follia, od un inizio?


La versione in lingua originale:



I saw you in green velvet, wide full sleeves
seated in front of a fireplace, our house
made somehow more gracious, and you said
“There are stars in your hair”— it was truth I
brought down with me

to this sullen and dingy place that we must make golden
make precious and mythical somehow, it is our nature,
and it is truth, that we came here, I told you,
from other planets
where we were lords, we were sent here,
for some purpose

the golden mask I had seen before, that fitted
so beautifully over your face, did not return
nor did that face of a bull you had acquired
amid northern peoples, nomads, the Gobi desert

I did not see those tents again, nor the wagons
infinitely slow on the infinitely windy plains,
so cold, every star in the sky was a different color
the sky itself a tangled tapestry, glowing
but almost, I could see the planet from which we had come

I could not remember (then) what our purpose was
but remembered the name Mahakala, in the dawn

in the dawn confronted Shiva, the cold light
revealed the “mindborn” worlds, as simply that,
I watched them propagated, flowing out,
or, more simply, one mirror reflecting another.
then broke the mirrors, you were no longer in sight
nor any purpose, stared at this new blackness
the mindborn worlds fled, and the mind turned off:

a madness, or a beginning?



domenica 13 maggio 2012

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, TO A GREEN THOUGHT IN A GREEN SHADE


Nelle traduzioni-poesie di Moore esistono una quantità notevole di citazioni  e riferimenti, non sempre facilmente riconoscibili per un lettore odierno: in questo testo abbiamo voluto tentare l' inserimento on-line di note esplicative, non sempre riconducibili all'autore.
 Esse infatti vogliono essere solo una ulteriore tentativo di traduzione da parte nostra.
Stiamo sempre parlando della traduzione della traduzione della traduzione...


              Nicholas Moore, Spleen,  To A Green Thought In a Green Shade


                               Per un pensiero verde in un' ombra verde




( for Rogers LorentzGreenhearth")

  - (" Trascinato sopra una zattera dentro un paesaggio verde pallido")
      William Jay Smith: The Angry Man)  


Sono come  Il Vincitore della Competizione;
l' unico che scrisse la forte, gratificante frase
sui cortigiani o sulla triste  condizione -
Bete Noire ed i Blue Birds - della Razza Umana:

di come il Re di Nessun Posto non fosse gay e di come
e vide i poeti morire davanti al suo balcone;
di come la scopata del suo pop-singer  Jabberwocky
gli fece la testa rivoltare come Alice nel paese delle meraviglie.

così che il  baldacchino di rose ed iris
fece sembrare il suo bel letto soltanto una tomba,
e di come non potesse trovare piacere dalle donne
e neppur sorridere  alle loro grazie così esposte.

 l'Agente  che poteva farlo ricco non potè mai
far sembrare le sue canzonacce men che oscene,
e neppure potè fare in modo mai che la sua realistica commedia
Sade - Marat con tutto il sangue e le scopate significasse


qualcosa per questo giovane scheletro, la cui arte
era anemica e pura come il Fiume Darte .

Jago McFaithful Fabb
do MacBeth’s Firefighters,
Radium i, 2, 3 or 4,
P.O. Hoax I aaaaaaaaa,
(pub. section)
The Stone Tower House.
W.I

   *******************************************************
"To a green thought  in a green shade" è un verso di A. Marwell ( 1621 - 1678) tratto dalla poesia  The Garden 

 The mind, that ocean where each kind 
Does straight its own resemblance find ; 
Yet it creates, transcending these, 
Far other worlds, and other seas ; 
Annihilating all that's made 
To a green thought in a green shade.


******************************************************** 





altre traduzioni di Spleen  in http://www.scoop.it/t/tradurre-poesia

venerdì 11 maggio 2012

Buddhist New Year Song, by Diane di Prima, trad A. Panciroli


Questa poesia, e la relativa traduzione,  era rimasta sepolta nell' archivio (elettronico) di una mail che non
usavo da tempo. Non capisco perché: è di gran lunga la mia più bella traduzione, completamente aderente
all' originale, al suo ritmo lento e sognante.

   Sicuramente un piccolo capolavoro di Diane di Prima, (Brooklyn, 1934), poetessa della beat generation, e secondo il giudizio di Allen Ginsberg " revolutionary activist of the 1960s Beat literary renaissance, heroic in life and poetics: a learned humorous bohemian, classically educated and twentieth-century radical, her writing, informed by Buddhist equanimity, is exemplary in imagist, political and mystical modes. A great woman poet in second half of American century, she broke barriers of race-class identity, delivered a major body of verse brilliant in its particularity."



Una immagine dal sito personale  di Diane di Prima



I saw you in green velvet, wide full sleeves
seated in front of a fireplace, our house
made somehow more gracious, and you said
“There are stars in your hair”— it was truth I
brought down with me

to this sullen and dingy place that we must make golden
make precious and mythical somehow, it is our nature,
and it is truth, that we came here, I told you,
from other planets
where we were lords, we were sent here,
for some purpose

the golden mask I had seen before, that fitted
so beautifully over your face, did not return
nor did that face of a bull you had acquired
amid northern peoples, nomads, the Gobi desert

I did not see those tents again, nor the wagons
infinitely slow on the infinitely windy plains,
so cold, every star in the sky was a different color
the sky itself a tangled tapestry, glowing
but almost, I could see the planet from which we had come

I could not remember (then) what our purpose was
but remembered the name Mahakala, in the dawn

in the dawn confronted Shiva, the cold light
revealed the “mindborn” worlds, as simply that,
I watched them propagated, flowing out,
or, more simply, one mirror reflecting another.
then broke the mirrors, you were no longer in sight
nor any purpose, stared at this new blackness
the mindborn worlds fled, and the mind turned off:

a madness, or a beginning?
Diane di Prima, “Buddhist New Year Song” from Pieces of a Song.





Ti vedevo nel tuo vestito di velluto verde, le ampie maniche
a sbuffo seduto di fronte al caminetto, la nostra casa
in qualche modo resa più attraente, ed hai detto
Ci sono stelle nei tuoi capelli”- era vero
Le avevo portate con me
In questo posto tetro e squallido che dobbiamo rendere d’oro
rendere prezioso  e in qualche modo mitico, è la nostra natura,
ed è vero, che noi giungemmo qui, te lo  dissi
da altri pianeti
dove eravamo dei, noi fummo inviati qui
per qualche ragione
la maschera d’ oro che avevo visto prima,  che calzava
così bene sul tuo viso,  è scomparsa
e così anche quella statuetta di toro che avevi comprato
tra i popoli del nord, i nomadi, il deserto del Gobi.


 Io non ho visto mai  più quelle tende , e neppure i carri
infinitamente lenti  sulla pianura infinitamente ventosa,
così fredda, ogni stella nel cielo di  un diverso colore
il cielo stesso  un tappeto aggrovigliato,  ardente quasi,
 e potevo vedere il pianeta da cui eravamo arrivati
Non potevo ricordare ( allora)  quale fosse il nostro scopo
Però ricordavo il nome Mahakala, nell’ alba


 Nell’ alba di fronte a Shiva, la luce fredda
Che svelava  i mondi Degli spiriti eterei, così semplicemente
li vedevo propagarsi, rifluendo,
o ancora più semplicemente, uno specchio riflettendone  un altro
una volta rotti gli specchi , tu non eri più in vista
neanche lo scopo,  fissavo questa nuova oscurità
i mondi degli spiriti eterei svanirono, e la mente svanì.

Una follia, od un inizio?

giovedì 10 maggio 2012

Baudelaire, The King of the Rainy Country, translating by Edna St. Vincent Millay, Flowers of Evil (NY: Harper and Brothers,



Questa della traduzione si sta traducendo in una vera follia!Una delle ennesime versioni di Spleen ...  vedi SPLEEN by Nichola Moore PDF  e Scoop.it/t/tradurre-poesia


A rainy country this, that I am monarch of, —
A rich but powerless king, worn-out while yet a boy;
For whom in vain the falcon falls upon the dove;
Not even his starving people's groans can give him joy;
Scorning his tutors, loathing his spaniels, finding stale
His favorite jester's quips, yawning at the droll tale.
His bed, for all its fleurs de lis, looks like a tomb;
The ladies of the court, attending him, to whom
He, being a prince, is handsome, see him lying there
Cold as a corpse, and lift their shoulders in despair:
No garment they take off, no garter they leave on
Excites the gloomy eye of this young skeleton.
The royal alchemist, who makes him gold from lead,
The baser element from out the royal head
Cannot extract; nor can those Roman baths of blood,
For some so efficacious, cure the hebetude
Of him, along whose veins, where flows no blood at all,
For ever the slow waters of green Lethe crawl.

TRANSLATING POETRY: READING AND CONVERSATIONS. II Giornata. Casa delle letterature, Roma, 4 maggio 2012 /





On Friday afternoon in the courtyard of the Casa delle Letterature, in Rome’s historic center, an audience sat under the orange trees listening to poetry being read aloud in Italian and in English. A fountain contributed its own quiet music, as falling water caused the maidenhair fern to tremble; from time to time, gulls from the nearby Tiber laughed overhead; and church bells loudly called people to evening prayer. But for those who were listening, nothing really broke the spell of a beautiful May afternoon, and of poetry itself.




TRANSLATING POETRY reading of English and American poems and their translations into Italian


Sarah Arvio and Antonella Anedda. (Photo: Gerardo Gaetani)
Sito AARome

martedì 8 maggio 2012

SNOWY MORNING BLUES by Charles Simic, trad. Nicola Gardini, tratta da Club Midnight, Adelphi


Una poesia di Charles  Simic che bene esprime la "solitudine" del traduttore...





Il traduttore è lettore e critico.
Porta lenti spesse
mentre guarda fuori dalla finestra
i campi e i cespugli innevati
che sono come un foglio di carta
coperto di scarabocchi veloci
in una lingua che sa abbastanza bene
senza saperne una sola parola,

se non quello che gli occhi distinguono
e il cuore intuisce della sua estraneità.
Che pace adesso, neppure il lieve
fruscio di una pagina voltata
in un dizionario senza parole, bianco,
di cui il traduttore possa valersi
prima che le eventuali parole
diventino oscure nel buio che scende.















     
The translator is a close reader
He wears thick glasses
As he peers out the window
At the snowy fields and bushes
That are like a sheet of paper
Covered with quick scribble
In a language he knows well enough
WIthout knowing any words in it.

Only what the eyes discern
And the heart intuits of its idiom
So quiet now, not even faint
Rustle of a page being turned
In a white and wordless dictionary
For the translator to avail himself
Before whatever words are there
Grow obscure in the coming darkness.