Study of two girls.....

Study of two girls.....
Francois Boucher

martedì 31 maggio 2011

A Laura, RE LEAR, W. Shakespeare


folle è chi si fida della docilità del lupo, della salute 

di un cavallo, dell'amore di un ragazzo,

del giuramento di una puttana



SICCOME E’ ANCORA PRIMAVERA



RIGHE SCRITTE A INIZIO PRIMAVERA

(William Wordsworth, 1770 – 1850 )

Udivo cento e cento note contrastanti,
Mentre in un boschetto giacevo reclinato,
Nel dolce stato in cui pensieri accattivanti
Portano alla mente pensieri di dannato.

Ai suoi splendidi manufatti la natura legò
L'animo umano che dentro me viveva;
E molto il mio cuore il pensare addolorò
Ciò che l'uomo dell'uomo faceva.

Di tra ciuffi di primule, in quel verde odore,
La pervinca le sue spirali intrecciava;
Ed era mia la speranza che ogni fiore
Godesse dell'aria che respirava.

Gli uccelli intorno a me saltavano e giocavano,
Non potendo io il lor pensiero possedere:
Ma il minimo movimento che facevano
Sembrava certo un trillo di piacere.

I teneri virgulti si aprivano a ventaglio,
Per catturare la'ria corsa dalla brezza
Ed io pensar dovetti, senza alcun abbaglio,
Che lì d'amore c'era alfin pienezza.

Se questa fede del cielo è convinzione
Se i sacri desideri di Natura tali sono,
Non ho io diritto alla lamentazione
Di ciò che l'uomo ha fatto dell'uomo?

Traduzione di Ipazia

Since it's Spring...


LINES WRITTEN IN EARLY SPRING

William Wordsworth, 1770-1850

I heard a thousand blended notes,
While in a grove I sate reclined,
In that sweet mood when pleasant thoughts
Bring sad thoughts to the mind.

To her fair works did Nature link
The human soul that through me ran;
And much it grieved my heart to think
What man has made of man.


Through primrose tufts, in that green bower,
The periwinkle trailed its wreaths;
And 'tis my faith that every flower
Enjoys the air it breathes.

The birds around me hopped and played,
Their thoughts I cannot measure: --
But the least motion which they made,
It seemed a thrill of pleasure.

The budding twigs spread out their fan,
To catch the breezy air;
And I must think, do all I can,
That there was pleasure there.

If this belief from heaven be sent,
If such be Nature's holy plan,
Have I not reason to lament
What man has made of man?

lunedì 30 maggio 2011




30 MAGGIO 2011

IL NUOVO RISORGIMENTO

OGGI E’ UNA GIORNATA MERAVIGLIOSA!

L’ITALIA E’ UNITA, UN SOLO PAESE, UNA SOLA BANDIERA, UN SOLO POPOLO CHE NON SI VENDE AL MIGLIOR OFFERENTE!

VIA BERLUSCONI, VIA BOSSI, VIA TREMONTI E VIA TUTTE LE VENDUTE DEL PDL!


mercoledì 25 maggio 2011


GLI SONO TROPPO VICINA PERCHE’ MI SOGNI.

Non volo su di lui, non fuggo da lui

sotto le radici degli alberi. Troppo vicina.

Non con la mia voce canta il pesce nella rete.

Non dal mio dito rotola l’anello.

Sono troppo vicina. Una grande casa brucia

senza che io chiami aiuto. Troppo vicina

perché la campana suoni appesa al mio capello.

Troppo vicina per entrare come un ospite

dinanzi a cui si scostano i muri.

Mai più morirò così leggera,

così fuori dal corpo, così ignara,

come un tempo nel suo sogno. Troppo,

troppo vicina. Sento il sibilo

e vedo la squama lucente di questa parola,

immobile nell’abbraccio. Lui dorme,

più accessibile ora alla cassiera d’un circo

con un leone, vista una sola volta,

che non a me distesa al suo fianco.

Per lei ora cresce in lui la valle

con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato

nell’aria azzurra. Io sono troppo vicina

per cadergli dal cielo. Il mio grido

potrebbe solo svegliarlo. Povera,

limitata alla mia forma,

ed ero betulla, ed ero lucertola,

e uscivo dal passato e dal broccato

cangiando i colori della pelle. E possedevo

il dono di sparire agli occhi stupiti,

ricchezza delle ricchezze. Vicina,

sono troppo vicina perché mi sogni.

Tolgo il braccio da sotto la sua testa,

intorpidito, uno sciame di spilli.

Sulla capocchia d’ognuno, da contare,

sono seduti angeli caduti.

Wislawa Szymborska

Il quadro è di Egon Schiele

domenica 22 maggio 2011


THE VISIONS! (Parte terza)

The Doors sono stati un gruppo musicale rock statunitense, fondato nel 1965 da Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista)) e John Densmore (batterista) e scioltosi definitivamente dopo otto anni di carriera effettiva nel 1973, due anni dopo la morte di Jim Morrison avvenuta il 3 luglio 1971. Sono considerati uno dei gruppi più influenti e controversi della musica rock, alla quale hanno unito con successo elementi blues, psichedelia e jazz. Molti dei loro brani, come Light My Fire, The End, Hello, I Love you e Riders on the Storm, sono considerati dei classici assoluti e sono stati reinterpretati da numerosi artisti delle generazioni successive. Secondo la RIAA i Doors hanno venduto 32.5 milioni di dischi solo negli Stati Uniti e tra 80 e 100 milioni di dischi nel resto del mondo. Alcuni sostengono che Morrison scelse il nome del gruppo dal testo del libro di Aldous Huxley “The Doors of Perception” mentre altri sostengono che si rifece alle parole di William Blake! Forse sono vere entrambe le cose dato che:http://www.youtube.com/watch?v=UVSTxIg4V38
The Doors were an American rock band formed in 1965 in Los Angeles with vocalist Jim Morrison, keyboardist Ray Manzarek, drummerer John Densmore and guitarist Robby Krieger. They were among the most controversial band of rock music to which they added elements from blues, psychedelic and jazz.
Some say that Jim Morrison chose the band’s name from Huxley book The Doors of Perception” whereas some claim that he chose his band’s name from William Blake’s words! Maybe both things are true because: http://www.youtube.com/watch?v=UVSTxIg4V38

ER SOR PIETRO CACCIATORE Parte Seconda

...e la riunione de tutti quanti ar bare de la stazione , er rumore dei fucili , i cani che abbajaveno...
Una vorta ce ne andammo appunto verso er mare, che' cominciava er passo delli storni: ce caricammo tutti sulla vecchia Austin A 40 de mi zio l'abbruzzese,
 che poi era der Molise, ma nun me ricordo se già c'era er Molise che l'hanno fatta dopo la regione, comunque zio lo chiamaveno Abbruzzese, e sicuramente de carattere lo era, tosto e cocciuto, puro ar mare non ze levava mai la cannottiera , che poi ar mare me lo ricordo na' vorta sola, insieme a mi nonna vestita de nero, cor fazzoletto in testa, legato a quattro capi come un muratore...
Traversassimo Roma ancora mezzo addormentata, solo quarche cammion che annava ai Mercati  Generali, i trammve che uscivano dar deposito dell''Ostiense,subito dietro la Pirammide.
C'ereno puro l'artro mi zio Adolfo, cor fucile novo, automatico, 5 corpi uno dietro l'artro senza ricaricà, manco dovessimo annà in Vietnamme, c'era er sor Pietro cacciatore cor fuciletto,  i cani no, quella matina non me sembra non ce fossero,  e pe' fortuna !
La giornata se presentava afosa, verso Ostia la luce tremolava nella nebbia,  già sudavamo tutti, de più mi zio abbruzzese che se vestiva sempre come se dovesse annà in montagna, er sole scintillava sulle canne brunite dei fucili, er sor Pietro cacciatore faticava, era già sulla settantina, forse più, poi in pensione s'era ingrassato, la giacca de fustagno, sempre quella, je stava stretta, la cartuccera je striggneva, io, che facevo avanti e indietro come er cane segugio, lo vedevo arrancà e me veniva da ride, poi inprovvisamente s'arzò no stormo immenso d'ucelli, li storni! li storni! li storni!
 S'arzò na sarva de fucileria, che pareva Gianichelo a  mezz'ora,  io me buttai per tera pe sarvamme dalla pioggia de pallini e... vidi, ancora ciò la scena davanti l' occhi, vidi Er Sor Pietro Cacciatore come trasfigurasse, girasse de scatto, arzà er fuciletto, al rallentatore in  un firme de cowboi, manco prenne la mira, co' quella mano monca che se ritrovava preme er grilletto, ricaricà, preme er grilletto...
Li storni cadeveno giù a mazzi, solo er sor Pietro ne prese sei o sette, poi disse, tornando a quanno era giovane, e guardacaccia, e guardaccia reale pe' ggiunta: " Fermi tutti, uno è ferito! L'ho corto , ma è ferito! L'ho dovessimo trovà, che l'ho ferito io ,nzè lascia n'animale ch'hai corpito...è na regola d'onore, er zuo, e er mio, cià diritto de morì bbene l'animale , nun nzè lascia ferito, nzè lascia".
Dovete da sapè che avevamo appena messo piede su un maggese , tereno arato de fresco, incorto, n'incubo de sorchi de tera porverosa, era quasi mezzogiorno, er sole non era arto, peggio! e quer cazzo de storno ferito dar compare, s'era infilato lì da quarche parte, e lo dovevamo trovà, non c'era santi!
Er sor Pietro, chinato a quattro zampe, esaminava le tracce dell'uccelletto : " na' piuma, er sangue..., forse de qua, de là, artro sangue,ancora piume , mò lo trovamo, daje!"
Doppo mezz'ora de sti giri vani, io e li mi zii lo lasciammo a cercà da solo n'uccelletto granne un frego, drentro an campo arato vasto come Piazza San Pietro...
 Eppure sento in fonno che c'iaveva ragione, er sor Pietro Cacciatore: ner bene, ner male, la responzabilità era sua si allo storno quer giorno jera annata male, si invece de volà arto ner cielo, je toccava nisconnese ner grano...
Comunque, lo trovò arfine, lo storno, lo trovò ferito; e se guardaveno, l'ucello e er cacciatore , se guardaveno strano: l'ucelleto pareva dì, allora? su, fatte omo, m'hai conciato , è tuo diritto, è tuo dovere, me voi lascià così? cor piombo tuo na' panza, n'ala sfranta, che campo a fà, forza, te tocca...
E Pietro non se tirò indietro, co' tenerezza immensa sbattè du vorte l'uceletto a terra, lo guardò ancora, lo mise nel carniere inzieme all'artri, però, però... quello era strano, era diverso, era...Dio me perdoni..., Umano.

sabato 21 maggio 2011

Er Sor Pietro "Cacciatore"

Lo chiamaveno er Sor Pietro  cacciatore pe' distinguello da mi' nonno, che era propiamente Er Sor Pietro, primo barbiere de via delle Fornaci, accosta ar Vaticano.
Era stato guardiacaccia del Re in tutte le tenute del Regno, quanno li Re ammazzeveno cervi, orsi, cinghiali, puranco lupi e se faceveno le foto co' le prede sotto lli piedi pe dimostrà al popolo bue quanto ereno bravi a sparà, mica cazzi...
Mò stava in pensione e je toccava annà a sparà alle quaje verso Ostia, dove ancora la città non s'era magnata tutta la campagna.
Je mancheveno du' dita de a mano destra perchè s'era sempre voluto fabbricà 'e cartucce da solo, cor bilancino e la polvere da sparo, er carcaborre, li pallini , l'inneschi della Fiocchi.
Na vorta, na vorta sola s'era sbajato, se vede, e er fucile j'era scoppiato tra le mani, staccanoje le dita. Quer giorno ner quartiere non se parlava d 'artro " Er Sor Pietro? Mortacci! Ma chi? er cacciatore! jò dicevo io de stasse attento..."
.Quanno o riportarono dar Santo Spirito, stavamo tutti davanti ar portone de casa sua: ce salutò co la mano fasciata e nzaguinata, con un gesto lento e solenne che sembrava er Papa che benediceva; noi rimanemmo in attonito silenzio, quarcheduno se mise puro ginocchioni.
Appena se rimise, se comprò un fuciletto più leggero , pe' potello manovrà co' quella mano monca, e se rimise a fasse le cartucce da solo, che diceva d'avè capito ndò s'era sbajato; però mi zio, che annava da sempre a caccia co' lui, da quer giorno le cartucce s'e comprava all'armeria de Borgo; tanto pe stà sicuri...diceva.
Annà a caccia me piaceva, ero solo un rigazzino e nun potevo sparà, però già arzasse presto la matina, quanno tutti a casa dormiveno, infilasse gli scarponi che m'aveva comprato mi zio a Porta Portese, escì zitto zitto nell'aria fredda dell'alba in arrivo.. ( continua)




giovedì 19 maggio 2011









PER JAGO, UN PO’ DEMOTIVATO

Quando di giorno ciondoli

Con l’occhio un po’ assonnato

E cerchi dentro di te Jago

Ricorda sempre questo

Che, nonostante tutto

Tutte le lentezze e tutte

Le incertezze

Tu sei sempre questo

Un po’ di qualcun altro

Ma soprattutto Jago.

MARK STRAND: So you say, Mark Strand, Appunti per una traduzio...

MARK STRAND: So you say, Mark Strand, Appunti per una traduzio...: "Vos decís (Mark Strand) Está todo en la mente , vos decís, y no guarda ninguna relación con la felicidad. Pueden venir el frío o el ca..."

lunedì 16 maggio 2011

Non siamo in Norvegia... purtroppo.

ITALIA, 2O1O: ingorgo di auto blu ai funerali degli Alpini uccisi ad Herat...




NORVEGIA, 1973: Re Olav V , sulla metropolitana, mostra orgoglioso il biglietto al controllore...






No.


Non siamo in Norvegia.


Purtroppo.

sabato 14 maggio 2011

(Francesco Guccini) - "Cyrano" ( un vecchio post...)

Ad Alessandro si allunga un pò il naso, Jago diventa Cirano, Shakespeare Guccini.


La poesia... rimane poesia.







Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
Buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
Godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico ammaestrato e non vi fa paura
E andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,

Io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
Venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
Che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
Tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere il mio piacere, io amo essere odiato;
Coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,

Io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
Che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
Si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
Che a me quasi proibito il sogno di un amore;
Non so quante ne ho amate,
non so quante ne ho avute,

Per colpa o per destino le donne le ho perdute

E quando sento il peso d' essere sempre solo

Mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,

Ma dentro di me sento che il grande amore esiste,

Amo senza peccato, amo, ma sono triste

Perchè Rossana bella, siamo così diversi,

A parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
Se c', come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
E voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio morto e l' uomo solo in questo abisso,
Le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
Tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,

Io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,

Ma... in questa vita oggi.. non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
Tu sola puoi salvarmi, tu sola... e te lo scrivo:
Dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
Dove non soffriremo e tutto sarà giusto.

Non ridere, ti prego, di queste mie parole,

Io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,

Ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora

Ed io non mi nascondo sotto la tua dimora

Perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,

Se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

Ales, Jago...Cyrano

Tre semplici sì:

   Anche solo perchè qualcuno ha deciso che non devo votare....




giovedì 12 maggio 2011



THE VISIONS!

Siccome sono stata tacciata di didascalismo la farò breve!
Aldous Huxley (Godalming, 1894-Los Angeles, 1963) è stato uno scrittore britannico.
Famoso per i suoi romanzi di fantascienza, Huxley era un umanista ed un pacifista; è, inoltre, considerato da molti come il "padre spirituale" del movimento hippie. È uno dei più eminenti membri della famosa famiglia Huxley.
Un giorno Aldous Huxley fece uno storico “trip” con 400 mg di mescalina sotto la supervisione del dottor Humphry Osmond che aveva studiato gli effetti della mescalina sull’uomo.
Questa esperienza lo spinse a scrivere il saggio “Le porte della percezione” (titolo preso dai versi di William Blake!) e a dare il suo contributo nello sviluppo della cultura psichedelica e hippie degli anni sessanta e settanta. Da notare, utilizzando alti dosaggi di mescalina, il presentarsi del fenomeno di "dissoluzione dell'ego" (ovvero la perdita della percezione della separazione tra l'Io e l'ambiente circostante e la sensazione di "essere ovunque": quest'esperienza può essere sia estremamente beatificante che traumatica e terribile, sempre a seconda dello stato d'animo e della personalità dell'utilizzatore.
Aldous Huxley (Godalming, 1894-Los Angeles, 1963) was an English writer.
He is famous for his science-fiction novels such as “Brave New world” .
One day he made a memorable “trip” taking 400 mg of mescaline under the supervisione of Dr. Humpry Osmond’s who had studied mescaline’s effects on man.
Huxley’s psychedelic drug experiences are described in the essay“The Doors of Perception” (the title deriving from some lines in the book “The Marriage of Heaven and Hell” by William Blake!)Among the effects of mescaline on man there is that of “ego dissolution” (that is the loss of the perception of separation between the Ego and the surrounding environment and the sensation of being “everywhere”.

PATTUGLIE ACROBATICHE

Foto G. Pancirolli







Foto A. Mannini

martedì 10 maggio 2011

Antologia di Spoon River, E.L. Masters, a cura di F.Pivano, Einaudi Tascabili

George Gray

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.

Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio
è una barca che anela al mare eppure lo teme.


Jago è passato in redazione e non ha resistito...

















HAVE STUDIED many times
The marble which was chiseled for me—
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one's life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire—
It is a boat longing for the sea and yet afraid.

lunedì 9 maggio 2011

LE VISIONI , William Blake




MA INSOMMA! Sul post “Le visioni!” ci ho lavorato un sacco ma non sembra interessare nessuno! Ho deciso, perciò, di riproporvelo a puntate, sperando che troviate interessante il minimo comune denominatore che lega tutti i personaggi e cioè la capacità dell’uomo DI OLTREPASSARE THE DOORS OF PERCEPTION!
William Blake (Londra, 1757 – Londra, 1827) è stato un poeta, incisore e pittore inglese.
Largamente sottovalutata mentre egli era in vita, oggi l'opera di Blake è considerata estremamente significativa e fonte di ispirazione sia nell'ambito della poesia sia delle arti visive. La sua convinzione che l'umanità possa superare i limiti a lei posti dai cinque sensi è forse il suo più grande lascito: “ If the doors of perception were cleansed, every thing would appear to man as it is, infinite. “ “ Se le porte della percezione venissero sgombrate, tutto apparirebbe all'uomo come in effetti è, infinito. “ from The Marriage of Heaven and Hell.

Nel 1788, all'età di trentun’anni, Blake iniziò a sperimentare l'incisione a rilievo, un metodo che avrebbe poi impiegato in numerosi tra i suoi libri, dipinti e opuscoli, ma anche nelle sue poesie, che includono le Profezie e il capolavoro La Bibbia. Blake usò la stampa miniata per numerose delle sue opere più note:Songs of Innocence and of Experience, The Book of Thel, The Marriage of Heaven and Hell, e Jerusalem.
Fin da giovane William Blake sostenne di avere delle visioni. La prima volta fu quando tra gli otto e i dieci anni, mentre viveva a Londra, disse di aver visto un albero pieno di angeli che "cospargevano ogni ramo di lustrini simili a stelle". Blake sostenne di aver avuto visioni per tutta la vita che, spesso, si concretizzavano in piacevoli immagini di tipo religioso

William Wordsworth ha scritto: “ There was no doubt that this poor man was mad, but there is something in the madness of this man which interests me more than the sanity of Lord Byron and Walter Scott. “ “ Non c'è dubbio che questo poveraccio fosse pazzo, ma c'è qualcosa nella sua pazzia che attira il mio interesse più dell'equilibrio di Lord Byron e Walter Scott.
William Blake (London, 1757 - London, 1827) was an English poet, painter and etcher.
His work, largely underestimated during his lifetime, is nowadays considered very meaningful and a source of inspiration for poetry and visual arts. He has let us the modern concept of imagination: “ If the doors of perception were cleansed, every thing would appear to man as it is, infinite. “ from The Marriage of Heaven and Hell.

In 1788, at the age of 31, Blake began to experiment with relief etching, a method he would use to produce most of his books, paintings, pamphlets and poems. The process is also referred to as illuminated printing.
Blake claimed to experience visions throughout his life. The first time was when, at the age between eight and ten, he claimed to have seen "a tree filled with angels, bright angelic wings bespangling every bough like stars”. His visions were often associated with beautiful religious themes and imagery, and therefore may have inspired him further with spiritual works and pursuits.
William Wordsworth has written: “ There was no doubt that this poor man was mad, but there is something in the madness of this man which interests me more than the sanity of Lord Byron and Walter Scott.

E' stata appena pubblicata in questo blog TODESFUGE di Paul Celan!

domenica 8 maggio 2011



WHEN I WAS ONE-AND-TWENTY

A.E. HOUSMAN, 1859-1936

When I was one-and-twenty

I heard a wise man say,

“Give crowns and pounds and guineas

But not your heart away;

Give pearls away and rubies

But keep your fancy free.”

But I was one-and-twenty,

No use to talk to me.

When I was one-and-twenty

I heard him say again,

“The heart out of the bosom

Was never given in vain;

‘Tis paid with sighs a plenty

And sold for endless rue.”

And I am two-and-twenty,

And oh, ‘tis true, ‘tis true.

QUEL GRAN GENIO DI WAYNE MCGREGOR


















QUEL GRAN GENIO DI WAYNE MC GREGOR



Il coreografo WAYNE Mc GREGOR mescola danza, scienze cognitive, matematica e neuropsichiatria. Nei suoi balletti il corpo fa movimenti inconsulti, disarmonici e i muscoli vengono sottoposti a sforzi estremi. Nel 1992 ha fondato la Random Dance Company.


Io adoro le commistioni, i rimescolamenti, gli amalgami, anche fra i vari campi del sapere!


Che cosa c’è di più antirazzista?


http://www.ballet.co.uk/magazines/yr_02/dec02/interview_wayne_mcgregor.htm


http://www.youtube.com/watch?v=nrai3NGDUMM


http://www.youtube.com/watch?v=cfOa1a8hYP8



sabato 7 maggio 2011

from http://www.tumblr.com/tagged/cinemagraph?before=1303593094





The Three Christs of Ypsilanti by Milton Rokeach | New York Review Books

  Una insperata occasione per ritornare sul caso de " The Three Christs of Ypsilanti" di Milton Rokeach, viene fornita dalla ristampa, da parte della  New York Review of Book di questo classico della ricerca psicologica degli anni 60.
 La storia toccante e curiosa di tre uomini con una sola cosa in comune ... credere di essere Gesù di Nazareth.
 .nybooks the-three-christs-of-ypsilanti


vedi: http://ottantanovenuvole.blogspot.com/2010/05/solo-formiche-libri-perche.html

inoltre http://ottantanovenuvole.blogspot.com/2010/06/ypsilanti-la-poesia-della-follia-poetry.html

ancora http://ottantanovenuvole.blogspot.com/2010/06/continua-poetry-of-madness.html

di opinione contraria,  ( ma il libro lo avrà letto bene? )  Elena Dusi, su Repubblica.It
sotto il titolo ( sic!):

Quei tre Cristi in manicomio  

alla fine si arrese il medico

 

http://www.repubblica.it/scienze/2011/05/06/news/esperimento_tre_cristi-15811242/ 



                                                                     


                       
La nuova edizione de The Three Christs...

giovedì 5 maggio 2011

Sancesario Bijoux :un laboratorio artigiano di alta bigiotteria a Roma.

 Sancesario Bijoux è un laboratorio artigiano di alta bigiotteria. Unico nel suo genere unisce creatività ed eleganza per collezioni di bijoux uniche dell’alto artigianato romano



Collana Aspide
Il Laboratorio nasce a Roma nel 1981 e si caratterizza subito nella produzione di bijoux di ispirazione antica, dove tradizione, recupero del passato e sperimentazione del nuovo si sovrappongono e si fondono alla luce dei nostri anni.
La ricerca dell’eleganza dei dettagli e lo studio delle forme caratterizzano le produzioni come piccole opere d’arte.
Tutti i bijoux sono realizzati interamente a mano, in un numero limitato di pezzi, fino ad arrivare all’esemplare unico ed irripetibile.
I bijoux vengono realizzati, seguendo la vecchia tradizione orafa, tramite saldatura a filo di fiamma con lega in argento, assemblando particolari e componenti in lega ottone / rame.

Dopo la fase di smerigliatura e lucidatura, i bijoux vengono dorati o argentati a spessore, ed antichizzati secondo antichi processi galvanici manuali. Infine ogni pezzo viene impreziosito con l’incastonatura di numerose varietà di pietre, di vetri di murano, di microperle e cristalli.
Tutti gli strass ed i cristalli utilizzati nel processo di lavorazione sono rigorosamente SWAROVSKI.
L’infilatura di perle o vetri viene eseguita manualmente a nodi.
Per garantire una completa anallergicità dei materiali,
i bijoux sono realizzati in totale assenza di Nickel.



Una delle più belle creazioni di E. Sancesario
Il laboratorio artigiano ha sede in via dei Banchi Vecchi a Roma, una delle più antiche strade dell’artigianato romano, dove l’arte e la storia si fondono in un connubio che fa sognare...


Roberto nel riflesso della
 vetrina a Banchi Vecchi-
 photo A. Panciroli

























The Art of details
This Artisan Workshop, estabilished in 1981, specializes in the creation of Costume Jewellery, inspired by Antique designs and then interpreted in the light of today’s styles.
All our wares are hand-made and range from unique models to limited editions, having a maximum of six pieces. The attention paid to every single detail is our main guide line, involved in the creation of models of exceptional beauty.
Our Costume Jewellery is realized following the old tradition of the art of a goldsmith, produced in brass/copper alloy and then coated with gold or silver to different degrees of thickness.
Then we use genuine ancient galvanic processes by hand to produce an authentic antique appearance. The final article is then enriched by the use of a great variety of stones, Venetian glasses, seed-pearls and SWAROVSKI crystal.
Our technique reflects the perfect style of hand made bijoux, without industrial machines or processes. All bijouxs are realized without Nickel.
The art of details joined with decennial experience, makes this artisans one of the last remained in Rome that still work without industrial techniques, but only using hand made processes.
Sancesario Bijoux represents the state of the art of Italian artisanship production.




Il prezioso interno del negozio a Banchi Vecchi
Photo A. Panciroli






















   SANCESARIO BIJOUX

martedì 3 maggio 2011


QUEL GRAN GENIO DI LEONOR FINI

Solo così posso definire una donna che è riuscita ad essere pittrice, costumista, scenografa, illustratrice e disegnatrice! Leonor Fini (1907-1996) nacque a Buenos Aires da padre argentino di origini beneventane e da madre triestina di origini tedesche e Trieste è la città in cui Leonor ha passato gli anni della sua infanzia. Infatti al Museo Revoltella a Trieste sarà possibile visitare, dal 4 luglio al 4 ottobre, una mostra a lei dedicata in cui saranno riunite oltre 250 opere, tra oli, disegni e fotografie.

E’ molto difficile ricapitolare in breve la sua carriera artistica e la sua vita che sono densissime di fatti, relazioni, viaggi, luoghi ed amori!

Infatti Leonor vivrà fra Trieste, Milano, Roma, Parigi e New York e tantissimi saranno gli artisti che faranno parte della sua vita e che influenzeranno la sua opera.

Basti citare, tra gli altri, Salvador Dalì, il fotografo Henri Cartier-Bresson o Max Ernst che la definì “la Furia italiana di Parigi”.

Ma la cosa che mi ha molto colpito è che è riuscita a vivere per più di trent’anni un ménage à trois, con il console Stanislao Lepri che, per amor suo, lasciò la carriera per dedicarsi alla pittura e con un intellettuale polacco di nome Kostantin Yelenski!

Beh, decisamente, credo che il suo genio si sia manifestato soprattutto nella riuscita di questo progetto di vita.

Vi lascio qui una foto raffigurante uno dei suoi quadri più famosi: “Le bout du monde”.