Study of two girls.....

Study of two girls.....
Francois Boucher

giovedì 31 marzo 2011

ANTOLOGIA PALATINA, L' Orgasmo, Dioscoride


 Dòride culo di rosa l' ho messa alla frusta sul letto,
         ed ero, tra quei freschi fiori, un dio.
Le gambe fra cui mi serrava divine, correndo
        senza flessioni l' arengo d' amore;
pigro lo sguardo; ma gli occhi sembravano foglie nel vento,
       tremolavano lucidi ai sussulti.
Poi tutti e due fino in fondo libammo il bianco vigore;
      Dòride cadde, con le membra inerti.


'Antologia Palatina costituisce la silloge più articolata e ricca dell'antichità ed è costituita da ben 3700 epigrammi appartenenti a circa 340 poeti greci dall'età arcaica all'età bizantina. La raccolta fu così chiamata perché il codice manoscritto che la riporta fu scoperto nel 1607 presso la biblioteca dell'elettore palatino di Heidelberg. La raccolta, per noi di fondamentale importanza (perché da essa dipende tutta la nostra conoscenza dell'epigramma), è derivata in gran parte dall'Antologia di Costantino Cefala, un erudito della prima metà del sec. X al servizio dell'imperatore di Costantinopoli. Cefala riunì nella sua tre raccolte precedenti: la Corona di Meleagro di Gadara, che conteneva carmi attribuiti a quarantasette poeti, da Archiloco a Meleagro stesso; la Corona di Filippo di Tessalonica, raccolta di poesie attribuite a diversi autori, compresi Meleagro e Filippo di Tessalonica; il Ciclo di Agazia Scolastico. Cefala vi aggiunse estratti delle opere di altri poeti e distribuì tutta la materia in 15 libri, secondo l'argomento: epigrammi cristiani, descrizioni di statue e monumenti, epigrammi erotici, votivi, conviviali, epitaffi, indovinelli ecc.

martedì 29 marzo 2011

UrbanWalls1 Bertolt Brecht

.
Graffito con dei versi di B.Brecht / Foto Panciroli

Bertolt Brecht (1898-1956), da sempre contro la guerra ed i suoi orrori:

A sentire quello che dicono i pezzi grossi, fanno la guerra solo per il timor di Dio e per quest' idea o per quell' altra, ma se guardi più da vicino, si vede che non sono tanto scemi e che la guerra la fanno per guadagnarci su. 

da Mutter Courage und ihre Kinder, trad. di Ruth Leiser e Franco Fortini.

lunedì 28 marzo 2011

Estratto da un mottetto di Montale

    

Estraggo da un mottetto di Montale l’osso.
Lo sai, debbo riperderti.
Debbo riperderti, e non posso



L' originale di E .Montale:

Lo sai: debbo riperderti e non posso.
Come un tiro aggiustato mi sommuove
ogni opera, ogni grido e anche lo spiro
salino che straripa
dai moli e fa l’oscura primavera
di Sottoripa.
Paese di ferrame e alberature
a selva nella polvere del vespro.
Un ronzìo lungo viene dall’aperto,
strazia com’unghia ai vetri. Cerco il segno
smarrito, il pegno solo ch’ebbi in grazia
da te.
E l’inferno è certo.

 

venerdì 25 marzo 2011

ELEVATOR, Mark Strand, da Uomo e cammello, a cura di D. Abeni, Mondadori

1
L' ascensore scese fino in cantina. Le porte si aprirono.
Entrò un uomo e chiese se andavo su.
"Io vado giù", risposi, "Non vado su".

2
L' ascensore scese fino in cantina. Le porte si aprirono.
Entrò un uomo e chiese se andavo su.
"Io vado giù", risposi, "Non vado su".


                 INSTALLING A CLOTHESLINE ELEVATOR        adapted by Jago

1.
Choose two adjacent points that will provide enough space to hang your clothes. 
Try to pick a spot that is relatively flat
and open.
 
2.
Tools Needed – A hammer, Pencil, Drill, Socket, Wire cutters, Punch.

3
Omissis...


 4 
Depending on how you would like the elevator to operate, choose either a comfortable position
to hang your clothes or the highest point you can reach.
(Elevator should be mounted according to the reach of the user).
The top of the elevator has the wheel inside the bracket.
Hold elevator against the wall or post and mark the bottom
mounting points with a pencil only.
The elevator should be square, flat, leveland centre
to opposite mounting point.

                        http://www.solardryingsystems.com/

Scegliere due punti adiacenti in grado di fornire sufficiente spazio per appendere gli abiti.
Provate a scegliere un posto relativamente piatto
e aperto.

2.
Strumenti necessari - Un martello, una matita, un trapano, una presa, un tagliafili,

3
Omissis ...


  4
A seconda di come si desidera operare con lo stendini , scegliere una posizione comoda
per appendere gli abiti o il  punto più alto che si può raggiungere.
(Lo dovrebbe essere montato in modo da essere alla portata
dell'utente)
La parte superiore dello stendino ha la ruota all' interno della staffa.
Tenere  lo stendino contro il muro o un palo e segnare il fondo del
punti di fissaggio con una matita solo.
Lo stendino dovrebbe essere quadrato, piatto, livellato
al contrario del punto di montaggio.

5 APRILE 2011, COMPLEANNO DI IPAZIA...

« ὅταν βλέπω σε, προσκυνῶ, καὶ τους λόγους.
τῆς παρθένου τὸν οἶκον ἀστρῷον βλέπων
εἰς οὐρανὸν γάρ ἐστι σοῦ τὰ πράγματα,
Yπατία σεμνή, τῶν λόγων εὐμορφία,
ἄχραντον ἄστρον τῆς σοφῆς παιδεύσεως
« Quando ti vedo mi prostro davanti a te e alle tue parole,
vedendo la casa astrale della Vergine,
infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura. »
(Pallada, Antologia Palatina, IX, 400)


e compleanno di  Marilia...


For a Girl I Know about to Be a Woman

by Miller Williams 


Because you’ll find how hard it can be
to tell which part of your body sings,
you never should dally with any young man
who does any one of the following things:


tries to beat all the yellow lights;
says, “Big deal!” or “So what?”
more than seven times a day;
ignores yellow lines in a parking lot;


carries a radar detector;
asks what you did with another date;
has more than seven bumper stickers;
drinks beer early and whiskey late;


talks on a cellular phone at lunch;
tunes to radio talk shows;
doesn’t fasten his seat belt;
knows more than God knows;


wants you to change how you do your hair;
spits in a polystyrene cup;
doesn’t use his turn signal;
wants you to change your makeup;


calls your parents their given names;
doesn’t know why you don’t smoke;
has dirt under his fingernails;
makes a threat and calls it a joke;


pushes to get you to have one more;
seems to have trouble staying awake;
says “dago” and “wop” and words like that;
swerves a car to hit a snake;
sits at a table wearing a hat;
has a boneless handshake.


You’re going to know soon enough
the ones who fail this little test.
Mark them off your list at once
and be very careful of all the rest.


Auguri!!!!

                          Alessandro & Jago

giovedì 24 marzo 2011



Adrian Mitchell era un poeta impegnato però sapeva anche divertirsi!
Adrian Mitchell was a poet and playwright very involved in social issues of his time but he was very able to have fun! Look below!

CELIA, CELIA
When I am sad and weary,
When I think all hope has gone,
When I walk along High Holborn
I think of you with nothing on


martedì 22 marzo 2011

AMERICAN ACADEMY ROME

Galileo Galilei at American Academy Rome
Galileo Galilei at American Academy of Rome

The American Academy’s Casa Rustica (in the present Bass Garden) occupies the precise site where, on Thursday 14 April 1611, Galileo made his first demonstration to a learned audience in Rome of his new invention, named on this occasion as the “telescope”. To mark the 400th anniversary of this historic achievement, the Academy is offering three events, starting on Thursday 7 April 2011 (5 PM), with an installment of the AAR’s “Conversation that Matters” series.

For further informations see link below.


La Casa Rustica dell’American Academy in Rome è situata esattamente nel luogo in cui, il 14 aprile 1611, Galileo Galilei diede per la prima volta dimostrazione della sua nuova invenzione, il cannocchiale. Per celebrare i 400 anni da questo avvenimento storico l’Accademia organizzerà un evento all’aperto della durata di un’intera serata in cui si alterneranno momenti di musica, di lettura, di performance multimediale e di osservazione della volta celeste con la partecipazione del pubblico. Allo spettacolo parteciperanno Huck Hodge e Paul Rudy, attualmente borsisti in composizione musicale dell’Accademia; interverranno anche Dava Sobel, autrice del libro Galileo’s Daughter, l’astronomo gesuita Don Consolmagno, autore dei libri Turn Left at Orion (trad. it. A Orione svolta a sinistra) e Brother Astronomer, e curatore della collezione vaticana di meteoriti conservata a Castel Gandolfo, e molti altri. L’evento è organizzato in collaborazione con Enzo Aronica (FontanonEstate).

lunedì 21 marzo 2011

Adrian Mitchell e Victor Jara

Il poeta e drammaturgo inglese Adrian Mitchell (1932-2008) è stato un alfiere del movimento pacifista e antinucleare. La sua poesia è sempre stata una poesia di forte impegno civile e sociale, strettamente legata al tempo in cui è vissuto. Uno dei suoi poemi piu’ famosi e’ quello dedicato al poeta e cantautore cileno Victor Jara, torturato e ucciso dai militari di Augusto Pinochet. La poesia fu, poi, messa in musica da Arlo Guthrie.
Victor Jara
words by Adrian Mitchell e Victor Jara, music by Arlo Guthrie
Victor Jara of Chile
Lived like a shooting star
He fought for the people of Chile
With his songs and his guitar
His hands were gentle, his hands were strong
Victor Jara was a peasant
He worked from a few years old
He sat upon his father's plow
And watched the earth unfold
His hands were gentle, his hands were strong
Now when the neighbors had a wedding
Or one of their children died
His mother sang all night for them
With Victor by her side
His hands were gentle, his hands were strong
He grew up to be a fighter
Against the people's wrongs
He listened to their grief and joy
And turned them into songs
His hands were gentle, his hands were strong
He sang about the copper miners
And those who worked the land
He sang about the factory workers
And they knew he was their man
His hands were gentle, his hands were strong
He campaigned for Allende
Working night and day
He sang "Take hold of your brothers hand
You know the future begins today"
His hands were gentle, his hands were strong
Then the generals seized Chile
They arrested Victor then
They caged him in a stadium
With five-thousand frightened men
His hands were gentle, his hands were strong
Victor stood in the stadium
His voice was brave and strong
And he sang for his fellow prisoners
Till the guards cut short his song
His hands were gentle, his hands were strong
They broke the bones in both his hands
They beat him on the head
They tore him with electric shocks
And then they shot him dead
His hands were gentle, his hands were strong
http://www.youtube.com/watch?v=qBv49PrR_nY

domenica 20 marzo 2011

Death Masks of Famous Poets

Da BijouViews questo inquietante video sulle maschere mortuarie di alcuni famosi poeti; più che macabre curiosità sono invece precisi ritratti in tre dimensioni ( cfr tiragraffi.it/arti-e-mestieri/fotografia/riflessioni-sul-3d/).
 Le maschere mortuarie ci restituiscono le ultime impressioni delle persone ricordate dalla storia.




William Shakespeare...
più dolce sarebbe la morte se il mio ultimo sguardo avesse come orizzonte il tuo volto.
E se così fosse, mille molte vorrei nascere per mille volte ancor morire.

Dante Alighieri....      
Morte villana, di pietà nemica,
di dolor madre antica,
giudicio incontastabile gravoso,
poi che hai data matera al cor doglioso
ond’io vado pensoso,
di te blasmar la lingua s’affatica.

Jonathan Swift....
The time is not remote, when I
Must by the course of nature die;
When I foresee my special friends
Will try to find their private ends:

William Blake... 
All are equal in the Grave. Wisdom, Power, Valour, Beauty, and Innocence, at the hour of death, alike are impotent and unavailing.

John Keats...
Verse, Fame and Beauty are intense indeed, But Death intenser - Death is Life's high meed”

William Wordsworth ...
Se niente può far che si rinnovi
all'erba il suo splendore e che riviva il fiore,
della sorte funesta non ci dorremo, ma ancor più saldi in petto
godrem di quel che resta

Samuel Taylor Coleridge ...
And is that Woman all her crew?
Is that a Death? and are there two?
Is Death that Woman's mate?

Robert Burns

Death, oft I've feared thy fatal blow.
Now, fond, I bare my breast;
O, do thou kindly lay me low

With him I love, at rest! 


Dante Gabriel Rossetti
O love, of my death my life is fain
(the willows wave on the water-way)
Your cheek and mine are cold in the rain,
But warm they'll be when we meet again
(With a wind blown night and day)


James Joyce
la neve cadeva su ogni punto dell'oscura pianura centrale, sulle colline senza alberi, cadeva lenta sulla palude di Allen e, più a ovest, sulle onde scure e tumultuose dello Shannon. Cadeva anche sopra ogni punto del solitario cimitero sulla collina dove era sepolto Michael Furey.
Si ammucchiava fitta sulle croci contorte e sulle lapidi, sulle punte del cancelletto, sui roveti spogli. La sua anima si dissolse lentamente nel sonno, mentre ascoltava la neve cadere lieve su tutto l'universo, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi e su tutti i morti.





sabato 19 marzo 2011

NELSON IZQUIERDO , CANON AV 1

Nelson Izquierdo/ Canon AV 1

Molti mesi fa avevo chiesto a Nelson Izquierdo il permesso di poter pubblicare la sua bellissima foto sul blog.
Mi aveva colpito il movimento delle mani che stringono la macchina fotografica ( una Canon Av 1 degli anni 80), la luce che le sfiora e le modella, quasi una scultura del Canova.
Ho seguito su http://www.flickr.com  l' evolversi delle sua cultura fotografica: devo dire che è stato incredibile, dalle prime foto pur belle è passato a dei piccoli capolavori,  vere e proprie opere d' arte; in alcuni scatti ricorda Cartier Bresson, (cfr Fondazione Henri Cartier Bresson),  col suo modo di congelare la realtà, una frazione di secondo di realtà...

                                                                             Alessandro Pancirolli 


Due classici scatti di Cartier Bresson

Cat Stevens - Father and Son Original




Father
It's not time to make a change,
Just relax, take it easy.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to know.
Find a girl, settle down,
If you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.

I was once like you are now, and I know that it's not easy,
To be calm when you've found something going on.
But take your time, think a lot,
Why, think of everything you've got.
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.

Son
How can I try to explain, when I do he turns away again.
It's always been the same, same old story.
From the moment I could talk I was ordered to listen.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.

Father
It's not time to make a change,
Just sit down, take it slowly.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.

Son
All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,
It's hard, but it's harder to ignore it.
If they were right, I'd agree, but it's them you know not me.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.

Father
It's not time to make a change,
Just relax, take it easy.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to know.
Find a girl, settle down,
If you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.

I was once like you are now, and I know that it's not easy,
To be calm when you've found something going on.
But take your time, think a lot,
Why, think of everything you've got.
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.

Son
How can I try to explain, when I do he turns away again.
It's always been the same, same old story.
From the moment I could talk I was ordered to listen.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.

Father
It's not time to make a change,
Just sit down, take it slowly.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.

Son
All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,
It's hard, but it's harder to ignore it.
If they were right, I'd agree, but it's them you know not me.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.

Yusuf Islam (Cat Stevens)



[padre]
non è il momento di fare cambiamenti,
rilassati e basta, prenditela comoda.
Sei ancora giovane, questo è il tuo problema,
c'è così tanto che devi conoscere,
trovati una ragazza, sistemati,
se vuoi puoi sposarti.
guarda me, sono vecchio, però sono felice


un tempo ero come tu sei ora, e so che non è facile,
stare calmo quando trovi qualcosa per andartene
ma prenditi il tuo tempo, pensa molto
perchè, pensa a tutto quel che hai.
domani tu sarai ancora qui, ma i tuoi sogni potrebbero non esserci




[figlio]
come posso provare a spiegargli? quando lo faccio lui si gira dall'altra parte
è sempre stata la solita vecchia storia.
dal momento in cui potevo parlare mi è stato ordinato di sentire
ora c'è una via, e io so che devo andare
io so che devo andare




[padre]
non è tempo per cambiamenti
solo siediti, prenditela con calma
sei ancora giovane, è questo il tuo problema
c'è così tanto su cui devi pensare
trovati una ragazza, sistemati
se vuoi puoi sposarti
guarda me, sono vecchio, ma sono felice




[figlio]
tutte le volte che ho pianto, tenendomi dentro tutto quel che sapevo
è difficile, ma è più difficile ignorarlo,
se avessero ragione, avrei accettato, ma il fatto è che non mi conosci,
ora c'è un modo e io so che devo andare via
io so che devo andare.

venerdì 18 marzo 2011

Bertolt Brecht, das Schiff, la Nave (Tsunami 2011)


TSUNAMI



" ...Pescatori estranei dissero: qualcosa avevano visto
  che spariva nell' acqua quanto più veniva vicino.
  Un'isola? Una zattera imputridita?

  Qualcosa si avventò, lucido di sterco di gabbiani,
  muto e grosso, pieno di alghe, acqua, luna
  e cose morte, contro il cielo imputidrito.



Qualcosa rimane/ foto A. PANCIROLI

giovedì 17 marzo 2011



Dedico questa poesia a tutti i bambini giapponesi morti nell’ultima catastrofe ed a tutti i genitori giapponesi in ansia per la sorte dei loro bambini. Non credo che ci sia qualcosa che amiamo più dei nostri figli e, per il loro bene, dobbiamo fermare il nucleare.

RITRATTO DELLA MIA BAMBINA

La mia bambina con la palla in mano,

con gli occhi grandi colore del cielo

e dell’estiva vesticciola: Babbo

- mi disse – voglio uscire oggi con te”.

Ed io pensavo: Di tante parvenze

che s’ammirano al mondo, io ben so a quali

posso la mia bambina assomigliare.

Certo alla schiuma, alla marina schiuma

che sull’onde biancheggia, a quella scia

ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;

anche alle nubi, insensibili nubi

che si fanno e disfanno in chiaro cielo,

e ad altre cose leggere e vaganti.

Umberto Saba


LE PAROLE SONO PIETRE, CHICCO TESTA.

Press Area  Dal blog di Chicco Testa ( sono parole sue ; io non ho aggiunto niente)

DDirei  basta,  Chicco  (sic) Testa mi ha convinto della sicurezza intrinseca della tecnologia nucleare, e di quanto siano pretestuose e prive di fondamento le argomentazioni degli anti-nucleare.

Consiglio anche la lettura del sito Pimby ( Please In My Backyard, Per Favore Nel Mio Cortile)  dove finalmente vengono messe in luce tutte le lacune della posizione NIMBY ( Not In My Backyard, Non Nel Mio Cortile)

Subito qui sotto i link e gli sponsor del sito...:


Autostrade
Acea
Avanzi
Cofely
EDF
Edison
Enel
E-on
Ferrovie dello Stato
Fiera di Milano
FORUM PA - il forum della pubblica amministrazione

GLOCUS - Innovare per competere
Nimby Forum
Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali
Osservatorio I COSTI DEL NON FARE
Osservatorio territoriale infrastrutture nord ovest


Vedi anche:

Nasce il Forum nucleare italiano, «uno strumento di promozione del dibattito, di diffusione di informazioni, di dialogo e collaborazione, trasversale al mondo delle imprese, della cultura accademica scientifica, delle forze sociali, dei cittadini» ha spiegato oggi a Roma Chicco Testa, che del neonato forum è presidente.

Il Forum è un'associazione no-profit promossa da rappresentanti del mondo industriale, accademico e sociale. I soci fondatori sono Alstom power, Ansaldo nucleare, Areva, Confindustria, E.On, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Flaei-Cisl, Gdf Suez, Politecnico di Milano, Sapienza - Università di Roma, Sogin, Stratinvest Energy, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Uilcem, Università di Genova, Università di Palermo, Università di Pisa, Westinghouse. (***)
Nei prossimi mesi, spiega una nota, sarà aperto all'adesione di chiunque – singoli cittadini, istituzioni, imprese, associazioni - si riconosca in alcuni obiettivi: riprendere il dibattito pubblico sullo sviluppo dell'energia nucleare in Italia, promuovere un'ampia e approfondita conoscenza dell'opzione nucleare e delle sue implicazioni, indispensabile di un confronto non pregiudiziale sul tema, rappresentare un centro di divulgazione di una informazione tecnico-scientifica sull'energia nucleare ampia, chiara, trasparente e accessibile.
Il forum nasce sull'esempio di esperienze analoghe di altri paesi: Belgio, Spagna, Svizzera, Germania, Svolacchia e Stati Uniti. Con tutti questi soggetti alimenterà reciproche relazioni di scambio. E' in via di formazione un Comitato scientifico multidisciplinare. Tra le attività saranno organizzati dibattiti ed incontri, promosse iniziative e campagne informative rivolte ai diversi interlocutori.

Il sito del neonato forum è www.forumnucleare.

(***) nota dell' autore: ovviamente alcune sono note società costruttrici di impianti nucleari.




Chicco Testa
                                             


Laureato in filosofia presso l'Università Statale di Milano, dal 1980 al 1987 è stato Segretario Nazionale, e successivamente Presidente Nazionale, di Legambiente. Come tale ha guidato la mobilitazione ambientalista a seguito del disastro di Chernobyl, culminata alla manifestazione anti-nuclearista del 10 maggio 1986 a Roma, a cui partecipano più di 200.000 persone. La mobilitazione contro il nucleare rappresenta un punto di svolta nella storia dell'ambientalismo italiano: per il referendum vengono raccolte in pochi mesi oltre un milione di firme, mentre la Lega per l'Ambiente e il WWF raddoppiano i soci.


Il referendum del 1987 porta infine all'abbandono dell'energia nucleare in Italia. Testa commentava allora:
« Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo.

Eletto alla Camera dei deputati per due legislature, nelle liste del PCI nelle elezioni del 14 giugno 1987, poi riconfermato con il Pds fino al 1994. Ha presentato diverse proposte di legge come primo firmatario[2], tra le altre: norme per l'attribuzione alle associazioni di protezione ambientale di compiti di vigilanza in materia di reati ambientali[3], per l'istituzione di un'anagrafe generale delle sostanze inquinanti[4] e per l'istituzione della provincia di Sulmona[5].
Nell'XI Legislatura ha proposto disegni di legge per la prevenzione, il controllo e l'informazione in materia di ricerca, sperimentazione e produzione di nuove combinazioni di materiale genetico[6], la disciplina della valutazione d'impatto ambientale[7], l'individuazione del danno pubblico ambientale[8] e il trasferimento del Corpo forestale dello Stato presso il ministero dell'ambiente[..

Dal 1994 al 1996 è stato Presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma.
Dal 1996 al 2002 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel e membro del Consiglio di Amministrazione di Wind. Durante la sua presidenza, Enel è stata parzialmente privatizzata con un IPO del valore di 15 miliardi di euro ed è stata fondata Wind, il terzo operatore mobile italiano. È stato inoltre membro dell'Expert Advisory Committee dello European Carbon Fund e Presidente del Comitato Organizzativo del 20º Congresso Mondiale dell'Energia, promosso dal WEC-World Energy Council e che si è svolto a Roma11 al 15 novembre 2007. dall'
È stato membro del Consiglio di Amministrazione del gruppo Riello (leader italiano nei sistemi di riscaldamento) dal 2002 al 2004. Dal 2002 al 2005 è stato membro dello European Advisory Board di The Carlyle Group (Private Equity), presidente del consiglio di amministrazione di S.T.A. S.p.A. (Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma) e Presidente del Kyoto Club. È stato inoltre Presidente, fino al 2008, della società Roma Metropolitane, appartenente al comune di Roma, volta allo sviluppo della rete metropolitana.
Chicco Testa è membro del consiglio di amministrazione di Allianz e Idea Capital Funds sgr ed è Presidente di EVA, Energie Valsabbia, società che sviluppa e costruisce impianti idroelettrici e solari. È inoltre Managing Director di Rothschild, inoltre Presidente di Telit Communications Plc e Vice Presidente di Intecs S.p.A[10].

Fonte Wikipedia








Da Minoli è ospite l'amministratore delegato di Enel Conti. Si parla di sicurezza e dell'esperienza degli altri paesi.

L' arte di tacere...: Intervista sul nucleare -: "«Il primo grado della saggezza è sapere tacere; il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso"

martedì 15 marzo 2011

If more politicians knew poetry, and more poets knew politics, I am convinced the world would be a little better place to live.
John Fitzgerald Kennedy

lunedì 14 marzo 2011



Questa lirica di Salvatore Quasimodo contiene un riferimento ben preciso alla guerra appena conclusa ed all’olocausto nucleare.

Colore di pioggia e di ferro

Dicevi:morte, silenzio, solitudine;
come amore, vita. Parole
delle nostre provvisorie immagini.
E il vento s'è levato leggero ogni mattina
e il tempo colore di pioggia e di ferro
è passato sulle pietre,
sul nostro chiuso ronzio di maledetti.
Ancora la verità è lontana.
E dimmi, uomo spaccato sulla croce,
e tu dalle mani grosse di sangue,
come risponderò a quelli che domandano?
Ora, ora: prima che altro silenzio
entri negli occhi, prima che altro vento
salga e altra ruggine fiorisca.

Salvatore Quasimodo, La vita non è sogno, 1949

domenica 13 marzo 2011

Giannino, Zichichi e gli altri...

Zichichi: "I reattori reggono
a qualsiasi evento catastrofico"

Il fisico rassicura: non sarà un’altra Chernobyl. Gli incidenti causati dall’incuria, il fattore umano è determinante.

Mi sono sentito con i colleghi giapponesi - spiega l'illustre fisico italiano - e mi hanno rassicurato, non c'è nessun allarme»

Come rassicurare la gente, spiegare che non è pericolosa?


«Il cuore del sistema nucleare, se si rispettano le cose note, è sicuro. Ma, come ripeto, il fattore umano non va trascurato. Il nucleare deve essere manipolato da chi lo sa fare. Le stesse tecnologie gestite da persone competenti e selezionate producono incidenti dieci volte inferiori. La tecnologia nucleare è la più sicura che oggi esiste. Non a caso Enrico Fermi e i suoi collaboratori, a Chicago, passeggiavano sulla pila nucleare È una tecnologia più sicura dell'automobile...

 

 Ad esempio per diecimila anni siamo andati avanti con il fuoco e la ruota. Poi è arrivato Galilei e ci ha spiegato che se alla ruota togli l'attrito cammini gratis».


D' accordo con Zichichi; solo, una  cosa: e se portasse sfiga pure lui ?



Oscar Giannino: Nucleare sicuro.

O. Giannino, Ministro Per il Nucleare subito!!!


da un articolo di Oscar Giannino


Quando ancora eravamo alle prime notizie del tremendo sisma che si è abbattuto sulla costa nordorientale del Giappone, ecco che i siti e le agenzie italiane hanno iniziato a diffondere notizie sull’allarme nucleare. Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l’impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello verificatosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche. Eppure, in Italia la speculazione è partita subito...


...I media internazionali hanno, in altre parole, amplificato senza troppo comprendere la prima notizia rilanciata da Tokyo, relativa allo stato di emergenza nucleare proclamato dal governo di Tokyo prima che fosse trascorsa un’ora dall’evento. E’ una procedura standard di sicurezza, per eventi sismici superiori all’intensità 5 della scala Richter, e qui siamo in presenza di un’intensità 8,9, di energia letteralmente spaventosa come documentano le immagini che tutti abbiamo visto.

...Possiamo trarre tre prime conclusioni. Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza,: ma come si vede sono soldi ben spesi. Secondo: le norme di sicurezza vigenti in Europa sono altrettanto ferree di quelle giapponesi. Terzo, l’Italia ha vaste zone sismiche ma i fenomeni non sono della magnitudo di quelli giapponesi. Assistere, ieri, su molti siti italiani antinuclearisti, a come si sovrapponevano sulla cartina dell’Italia le aree a rischio sismico e quelle addirittura a rischio incendi per tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo, è solo una dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica..

Sono d' accordo con Oscar Giannino; solo, una cosa: ma portasse sfiga?




sabato 12 marzo 2011

Tamara de Lempicka. La regina del moderno
 

Tamara de Lempicka. Queen of the modern
 

11 Marzo / 3 luglio 2011 - March 11th / July 3rd 2011

Complesso del Vittoriano, Roma





.
 
elaborazione grafica da un quadro di T. Lempicka di A. Pancirolli
                                             rome guide mostreTamara de Lempicka

venerdì 11 marzo 2011

45 ORIGINALISSIMI RITRATTI TIPOGRAFICI

Arial, Courier, Georgia, Helvetica,  Times, Trebuchet, Verdana.

Sono più o meno questi i caratteri tipografici (fonts) usati nei blogs di tutto il mondo ( e questo, con cui sto scrivendo ora, definito tristemente carattere predefinito!).
 In realtà esiste una serie quasi infinita di fonts,  insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile grafico o intesi per svolgere una data funzione. Fonte Wiki

Sul sito Abduzeedo una serie di ritratti eseguiti con i più disparati fonts...





Interessanti  modi tipografici di raffigurare il presidente Obama.


                                                     






per l' argomento tipografia interessante su Tiragraffi http://www.tiragraffi.it/category/arti-e-mestieri/tipografia/

mercoledì 9 marzo 2011

IN RICORDO DI JOSEPH BRODSKY, DUE GIORNI DI POESIA A ROMA

Evento in American Academy in Rome


No man is an Island

No man is an island entire of itself; every man
is a piece of the continent, a part of the main;
if a clod be washed away by the sea, Europe
is the less, as well as if a promontory were, as
well as any manner of thy friends or of thine
own were; any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind.
And therefore never send to know for whom
the bell tolls; it tolls for thee.

John Donne, Londra, 1572-1631






martedì 8 marzo 2011

di come Iago insinua la gelosia in Otello

 Come Iago ,con un magico gioco di prestigio, con parole velenose di miele, riesce ad insinuare  in Otello una assurda gelosia.
Bravo Iago!!




Iago ed Otello



Io odio il Moro; e si crede, di fuori,
ch’egli abbia fatto pure le mie veci
nel mio letto... Non so se ciò sia vero;
ma il solo sospettarlo mi fa agire
contro di lui come fosse certezza.
Egli mi stima molto; tanto meglio
potrà perciò operare su di lui
il mio proposito... Cassio è un bell’uomo...
Vediamo... escogitare la maniera
d’ottenere il suo posto…
Come?... Ecco: passato un certo tempo,
avvelenare l’orecchio d’Otello
34
pian piano insinuandogli che Cassio
è troppo in confidenza con sua moglie.
La sua prestanza, i suoi modi galanti
son fatti apposta per destar sospetto,
per trascinar le donne all’adulterio.
Il Moro è d’indole franca ed aperta,
tanto da reputar uomini onesti
quelli che tali son solo di fuori;
si lascerà menare per il naso
con la docilità d’un somarello...
Ecco, ci sono. Il mio disegno è fatto.
Ora tocca all’inferno ed alla notte
portare questo parto mostruoso
alla luce del mondo.
(Esce)

Iago parla di Cassio e Desdemona: 

Iago e Desdemona...


...Oh, la prende per mano. Bene, bene!
E le sussurra qualcosa all’orecchio...
Con un’esile rete come questa
saprò ben impigliare un calabrone
come Cassio... Sì, sì, falle un sorriso!
E poi un altro... T’impastoierò
nei ceppi del tuo stesso corteggiare.
Hai detto bene, son come tu dici;
io, e se questi tuoi divertimenti
ti costeranno la luogotenenza
assai meglio per te sarebbe stato
che ti fossi baciato meno spesso
le punte delle tue tre dita unite,
come vedo che fai ancora adesso
per darti l’aria di bel damerino.
Ah bene!... Un baciamano ed un inchino!...
Eccellente! Così!... Bene davvero!
E ancora le tre dita sulle labbra..


Il Moro, pur s’io non so sopportarlo,
è di natura nobile, costante,
affettuosa, e so già che per Desdemona
si scoprirà un carissimo marito.
Ma debbo confessare che anch’io l’amo,
e non per pura e semplice lussuria,
benché mi debba riconoscer reo
d’un non minor peccato, ma a ciò spinto
in parte per saziar la mia vendetta;
perché sospetto che l’ingordo Moro
sia montato a inforcare la mia sella:
un pensiero che mi corrode dentro
come un veleno, ed a placare il quale
altro non so che dargli il contraccambio
a pareggiar con lui moglie per moglie;
o, se ciò non dovesse riuscirmi,
iniettargli nell’animo
una dose talmente virulenta
di gelosia, che la ragione sua
non basti più a curare.

 io verserò nell’orecchio del Moro
questa pestilenziale insinuazione:
ch’ella gli chiede il ritorno di Cassio
per secondare la propria libidine;
e quanto più d’ardore
porrà ad intercedere per lui
tanto più fortemente scrollerà
la propria stima nel cuore del Moro.
Avrò così mutato in nera pece
tutto il candore della sua virtù,
ed avrò fatto della sua bontà
la rete in cui avvilupparli tutti.


Qui Iago supera se stesso:

 Mio signore...
OTELLO - Che mi dicevi, Jago?
JAGO - Quando corteggiavate la signora,
Cassio sapeva del vostro rapporto?
OTELLO - Sì, dal primo momento, e sempre in seguito.
Ma perché me lo chiedi?
JAGO - Mah, così...
Inseguivo soltanto un mio pensiero.
Niente di male.
OTELLO - Che pensiero, Jago?
JAGO - Che non l’avesse conosciuta prima.
OTELLO - Oh, sì, certo! E faceva molto spesso
la spola tra noi due.
JAGO - Ah, veramente?
OTELLO - Veramente, sì, certo. Che ci vedi?
Forse che Cassio non è un uomo onesto?
JAGO - Onesto, mio signore?...
OTELLO - Onesto! Onesto!
JAGO - Per quello ch’io ne so...
OTELLO - Perché? Che pensi?
JAGO - Pensare, mio signore...
OTELLO - “Pensare, mio signore...” E dài, perdio,
che mi fa l’eco, come avesse in corpo
chi lo sa quale mostro,
troppo orrendo per essere sputato...
Tu hai qualcosa in testa...
Poc’anzi t’ho sentito cincischiare
in mezzo ai denti: “Ah, questo non mi piace...”
nel momento che abbiamo scorto Cassio.

Otello, l'odiato Moro




 Che cosa ti faceva bofonchiare:
“Non mi piace”? Poi, quando t’ho risposto
ch’egli era nelle mie segrete cose
per tutto il tempo in cui l’ho corteggiata,
t’ho sentito esclamare: “Ah, veramente?”,
ed hai contratto e corrugato il viso
come se nascondessi nel cervello
chi sa quale terribile pensiero...
Se m’ami, svelami quel tuo pensiero.
JAGO - Signore, voi sapete quanto io v’ami.
OTELLO - Lo so, Jago. Ma proprio perché so
quanto onesto tu sei e affezionato,
e quanto bene pesi le parole
prima di darvi fiato, questi indugi
nel tuo parlare mi fanno paura.
In bocca a un falso e sleale briccone
certe cose son trucchi abituali,
ma in bocca a un uomo schietto come te
sono lontane esplosioni del cuore
che l’emozione non sa controllare.
JAGO - Quanto a Cassio, mi sento di giurare
di ritenerlo onesto.
OTELLO - Anch’io lo credo.
JAGO - L’uomo dovrebbe sempre essere dentro
quel che appare di fuori; e chi non l’è
così potesse non sembrar più uomo!
OTELLO - Hai ben ragione: gli uomini
dovrebbero esser sempre ciò che sembrano.
JAGO - Perciò reputo Cassio un uomo onesto.
OTELLO - Già, ma in quello che dici c’è dell’altro:
ed io ti prego, Jago, di parlarmi,
come a te stesso, con i tuoi pensieri
quando li vai rimuginando dentro
ed esprimi, parlando con te stesso,
i peggiori coi termini peggiori.
JAGO - Mio buon signore, vogliate scusarmi:
ancor ch’io sia tenuto al mio dovere
di prestarvi la più piena obbedienza,
non mi ritengo tuttavia tenuto
a far cosa da cui perfin gli schiavi
sono esentati... Dirvi i miei pensieri?
Poniamo ch’essi siano bassi e falsi:
qual è il palazzo dove qualche volta
74
non s’introducono creature turpi?
Qual petto è così puro
che non vi tenga udienza di giustizia
una qualche supposizione immonda
sedendo a fianco a fianco
con le meditazioni più legittime?
OTELLO - Jago, tu trami ai danni d’un amico
se, sapendo che ha ricevuto un torto,
fai il suo orecchio estraneo ai tuoi pensieri.
JAGO - No, no, vi supplico... Forse m’inganno
nei miei sospetti; ché, ve lo confesso,
è una peste di questo mio carattere
andar spiando le altrui malefatte;
e non di rado la mia gelosia
mi fa dar corpo a colpe inesistenti.
Che la vostra saggezza tuttavia
non voglia tener conto dei pensieri
d’uno che pensa sempre così male;
né vogliate crearvi alcun tormento
delle mie vaghe e strambe osservazioni.
Non gioverebbe né alla vostra quiete
né al vostro bene, né sarebbe onesto
e dignitoso e saggio da mia parte
farvi conoscere quello che penso.
OTELLO - Che intendi dire?
JAGO - Mio caro signore,
il buon nome nell’uomo e nella donna,
è il più prezioso gioiello nell’anima.
Chi mi ruba la borsa, ruba soldi;
è qualche cosa e nulla; erano miei,
ed ora son di chi me li ha rubati,
come furono prima d’altri mille.
Ma chi mi porta via il mio buon nome
mi ruba cosa che, senza arricchirlo,
fa di me veramente un miserabile.
OTELLO - Perdio, voglio sapere quel che pensi!
JAGO - Non ci riuscirete,
nemmeno a spremervi in mano il mio cuore;
né io lo voglio, finché è in mia custodia.
OTELLO - Ah!
JAGO - Guardatevi bene, mio signore
dal cader preda della gelosia:
è il mostro verde-occhiuto


che si beffa del cibo onde si pasce.(65)
Vive felice l’uomo che, cornuto
e consapevole del suo destino,
più non ama colei che lo tradisce;
ma che istanti d’inferno
deve contar colui che adora, e dubita
e sospetta, e si strugge pur d’amore!
OTELLO - Oh, miseria!
JAGO - Chi è povero e contento
del proprio stato è certo ricco assai;
ma quando la ricchezza è illimitata,
è triste e povera come l’inverno,
se chi ce l’ha vive continuamente
nel timore che quella gli finisca.
Buon Dio, preserva dalla gelosia
tutte l’anime della mia tribù!(66)
OTELLO - Che cos’è che ti fa parlar così?
Credi tu ch’io sarei disposto a vivere
tutta una vita nella gelosia
inseguendo un sospetto dopo l’altro,
come le fasi della luna? No!
Trovarsi a dubitare anche una volta,
è già aver deciso.
Il giorno che terrò occupata l’anima
con illazioni gonfie ed insufflate
come quelle che tu facevi dianzi
considerami pure un imbecille.(67)
Non può certo pensar d’ingelosirmi
chi venga a dirmi che mia moglie è bella,
che ama il cibo e la buona brigata,
che è sciolta nel parlare, e canta e suona,
e balla bene: là dov’è virtù
queste cose son tanto più virtuose;
né trarrò io dai miei deboli meriti
il minimo timore ed il sospetto
di poter essere da lei tradito:
perch’ella aveva occhi per vedere
quando m’ha scelto, eppure ha scelto me...
No, Jago, avanti di covar sospetti,
voglio vedere; e quando ho sospettato,
voglio la prova. E se la prova c’è,
allora non rimane altro che questo:
via d’un sol colpo amore e gelosia!
JAGO - Ne sono lieto; perché avrò ragione
di dimostrarvi, con più franco spirito,
i miei sensi d’amore e di rispetto;
visto perciò che voi me l’imponete,
sentite bene quello che vi dico.
Non parlo ancor di prove,
però tenete d’occhio vostra moglie:
osservatela quando sta con Cassio,
con occhio né geloso né sicuro...
Non vorrei che la schietta e generosa
vostra natura rimanga ingannata
per la sua stessa generosità.
Guardatevi: gli umori delle donne
del mio paese li conosco bene;
a Venezia esse lasciano spiare
dal cielo i lor capricci e ghiribizzi
che non osan mostrare ai loro mariti;
per esse la miglior moralità
non consiste nel fare qualche cosa,
ma nel farla e saper come nasconderla.
OTELLO - Dici davvero, Jago?
JAGO - Sposando voi ha ingannato suo padre;
e quando più pareva che tremasse
e che temesse le vostre sembianze,
tanto più n’era invece innamorata.
OTELLO - Così è stato, difatti.
JAGO - Ebbene, allora concludete voi:
una che così giovane com’è
ha saputo sì bene simulare
da chiuder così forte gli occhi al padre(68)
da fargli almanaccare di magia...
Ma faccio male a dirvi queste cose,
e vi domando umilmente perdono:
è il troppo amore che mi fa parlare.
OTELLO - Anzi, te ne sarò per sempre grato.


M’accorgo tuttavia che v’ho recato
un certo turbamento.
OTELLO - Niente affatto.
JAGO - In coscienza, mi par proprio di sì.
Spero vogliate prender quel che ho detto
come dettato solo dall’affetto...
E tuttavia vi vedo un po’ sconvolto...
Vi prego, non forzate il mio discorso
fino a portarlo a più lascivi sbocchi,
e non gli attribuite maggior peso
d’un mero sospettare...
OTELLO - Come vuoi...
JAGO - Perché se lo faceste, il mio parlare
scadrebbe a sì meschino risultato
cui certo i miei pensieri non miravano.
Cassio è mio degno amico... Ma... signore,
io vi vedo sconvolto...
OTELLO - No... non tanto...
Io non posso pensare di Desdemona
ch’ella sia men che onesta.
JAGO - E tale viva e si conservi a lungo!
E voi a lungo in codesta certezza!
OTELLO - E tuttavia come può la natura
errare da se stessa...
JAGO - Oh, questo è il punto!
A parlar chiaro con vossignoria:
non curarsi di tutti i bei partiti
che le furono offerti:
tutti giovani del suo stesso clima,
del suo stesso colore e condizione:
affinità cui la natura inclina
come vediamo in ogni cosa... Puah!...
È facile fiutare in tutto questo
un istinto malsano, un qualche cosa
che lascia intendere turpe squilibrio,
pensieri e sentimenti innaturali...
Ma perdonatemi: dicendo questo
non intendevo punto riferirmi
in maniera particolare a lei
se pure mi sia lecito temere
che una come lei da un giorno all’altro
tornando a suo miglior discernimento
possa arrivare a confrontar la vostra
con altre forme del vostro paese,
78
e forse anche pentirsi.
OTELLO -

Se scoprirai di più, fammi sapere;
e metti sull’avviso anche tua moglie:
che la osservi da presso. Adesso lasciami.
JAGO - Vado, signore, con licenza vostra.
(Esce)
OTELLO - Perché mi son sposato?...
Quest’onesto individuo senza dubbio
sa e vede assai più che non riveli.
JAGO - (Rientrando)
Mio signore, lasciate ch’io vi preghi
di non più investigar su questa cosa:
lasciamo tempo al tempo.
Benché sia opportuno e conveniente
che Cassio sia rimesso al proprio posto
che ricopre con tanta competenza,
nondimeno, se non vi dispiacesse
tenervelo lontano ancor per poco
potreste meglio valutare l’uomo
ed osservare come si comporta;
e notare altresì se vostra moglie
insista sempre per il suo richiamo
con istanze pressanti e appassionate:
da ciò potrete arguire molte cose.
Nel frattempo però considerate
come eccessivi questi miei timori
- perché è così ch’io stesso li considero -
e ritenete lei, ve ne scongiuro,
immune da ogni colpa.
OTELLO - Non temere,
saprò ben governar la mia condotta.
JAGO - Bene. Di nuovo, con vostra licenza.
(Esce)
OTELLO - Costui è onesto fino all’incredibile;
e conosce con spirito sagace,
tutte le facce dell’umano agire.
Se mai venissi ad avere la prova
ch’ella è una selvatica falchetta,(69

benché le care fibre del mio cuore(70)
siano le sue pastoie,
io con un fischio le darei l’aire
e poi la lascerei volar col vento(71)
a cercarsene altrove la sua preda.
Forse perché son nero
e son sprovvisto dei melliflui doni
del parlare fiorito e infiocchettato
di certi smidollati zerbinotti,
o forse perché già vo declinando
nella valle degli anni (ma non troppo),
io l’ho perduta; io sono ingannato,
e mia unica consolazione
sarà di detestarla, d’ora innanzi...
Il matrimonio... che maledizione!
Che sia possibile chiamare nostre
codeste delicate creature,
e non i loro segreti appetiti!
Vorrei piuttosto diventare un rospo
e viver dei miasmi d’una fogna
che tenere con me per l’uso altrui
un solo spizzo della cosa amata.
Eppure è questa la peste dei grandi:
essere in ciò meno privilegiati
dei piccoli: un destino inevitabile
come la morte; una peste forcuta(72)
che ci viene assegnata dal destino
nell’atto stesso in cui veniamo al mondo.
Ma eccola che viene.
Entrano DESDEMONA e EMILIA
Se costei è infedele,
oh!, allora il cielo si beffa da sé.
Non voglio crederlo!

Iago ...si sbuccia una mela, soddisfatto.