Study of two girls.....

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Francois Boucher

martedì 6 dicembre 2016

IL MIO NOME, Mark Strand



Mark




Il mio nome

Una sera che il prato era verde oro e gli alberi,
marmo venato alla luna, si ergevano come nuovi mausolei
di strida e brusii di insetti, io stavo sdraiato sull’erba,
ad ascoltare le immense distanze aprirsi su di me, e mi chiedevo
cosa sarei diventato e dove mi sarei trovato,
e quanto a malapena esistessi, per un attimo sentii
che il cielo vasto e affollato di stelle era mio, e udii
il mio nome come per la prima volta, lo udii
come si sente il vento o la pioggia, ma flebile e distante
come se appartenesse non a me ma al silenzio
dal quale era venuto e al quale sarebbe tornato.



Da: L’uomo che cammina a un passo avanti al buio Poesie 1964-2006 di Mark Strand, Oscar Mondadori, 2011 traduzione di Damiano Abeni

lunedì 28 novembre 2016

Federico Garcìa Lorca, SI MIS MANOS PUDIERAN DESHOJAR







SI MIS  MANOS PUDIERAN DESHOJAR



Yo pronuncio tu nombre
En las noches oscuras
Cuando vienen los astros
A beber en la luna
Y duermen los ramajes
De las frondas ocultas.
Y yo me siento hueco
De pasión y de música.
Loco reloj que canta
Muertas horas antiguas.

Yo pronuncio tu nombre,
En esta noche oscura,
Y tu nombre me suena
Más lejano que nunca.
Más lejano que todas las estrellas
Y más doliente que la mansa lluvia.

¿Te querré como entonces
Alguna vez? ¿Qué culpa
Tiene mi corazón?
Si la niebla se esfuma
¿Qué otra pasión me espera?
¿Será tranquila y pura?
¡¡Si mis dedos pudieran
Deshojar a la luna!!








 Pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando sorgono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle selve occulte.
E mi sento vuoto
di musica  e passione.
Folle orologio che suona
antiche ore defunte

 Pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della doce pioggia.

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia svanisce
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!





sabato 26 novembre 2016

Augusto Caraceni, A ERATO, Ombre della notte


Augusto Caraceni , nato il 6 maggio 1907, iniziò la carriera  giornalistica come critico musicale e letterario presso vari giornali e riviste, fra cui il Messaggero, il Secolo XIX.
 Il suo volume " il Jazz dalle origini ad oggi", edito da Zerboni nel 1937, è stato il primo libro italiano su tale argomento.


           OMBRE DELLE NOTTE






Le ombre possono discendere,
la strada e l'anima le accolgono.
Ma occorre  che i tuoi occhi
mi guardino da vicino
ch'io li possa riconoscere.
Bisogna che ti chini leggermente
al fresco umido mistero della notte.